Lino Ricchiuti (P.P.I.) :”Subito un reset fiscale e nuovo fisco per ripartire”

“ Sulle cartelle iscritte a ruolo la situazione è veramente drammatica – dichiara Lino Ricchiuti presidente nazionale del movimento politico Popolo Partite Iva che sarà impegnato anche nella campagna elettorale nella sua di Bisceglie – troppe molte volte sfocia in una tragedia e la situazione attuale è data da tante cause, per esempio non c’è liquidità in giro, le banche con molta difficoltà fanno nuovi prestiti perché pensano di non poter riavere indietro i soldi e sempre più spesso revocano affidamenti ad aziende che seppur in momentanea difficoltà di liquidità per fatture insolute a volte proprio dallo stesso Stato, ma che hanno comunque ordinativi e continuano a mantenere la quota occupazionale . Ci chiedono se noi del P.P.I. siamo d’accordo con il reset fiscale tombale – continua Ricchiuti – assolutamente sì, sono d’accordo con una chiusura a stralcio al 10% di tutte le liti pendenti nelle commissioni tributarie e sulle cartelle iscritte a ruolo, in contemporanea si partirebbe con una flat tax equa e omnicomprensiva , che non preveda solo le imposte nazionali ma anche quelle locali e che presenteremo nei prossimi giorni. Allora si che chi evade , è giusto che venga punito. Si resetta e si riparte da zero . ” Ricchiuti che ricordiamo è stato il primo in Italia a denunciare nel 2011 l’ente di riscossione presso una procura della Repubblica ha parlato anche della nuova Agenzia delle Entrate – Riscossioni : “E’ giusto che ci sia qualcuno che si occupi della riscossione , ci mancherebbe altro e poco importa il nome , invece negli anni dopo la costituzione di Equitalia sono stati messi in campo dei sistemi di terrorismo psicologico addirittura nei confronti dei contribuenti e questa nuova società prosegue sulla stessa strada della vecchia anzi con poteri maggiorati e più invasivi . In questi ultimi anni il clima è diventato da gestapo fiscale , si pensi ai blitz della finanza, che hanno avuto come unico scopo non certo il contrasto alla evasione ma solo un ulteriore calo della liquidità in giro che hanno avuto come conseguenza ulteriori difficoltà soprattutto alle piccole imprese. Chi non ha i soldi non spende e chi li ha non spende per paura di controlli , magari anche regolarmente percepiti. Ma si sa se entri nelle maglie dei controlli non te ne esci più e allora uno evita . Insomma stiamo perdendo tutti . Occorre poi un atto di coraggio dello Stato: per ogni impresa in difficoltà di liquidità ma con ordinativi serve un tavolo a tre con banca, impresa e Stato . Al tavolo dello sviluppo economico purtroppo le piccole imprese in difficoltà sono escluse , ma si dimentica che sono proprio queste ultime a detenere la maggior parte della quota occupazionale” – ha concluso Ricchiuti.

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