Autostrage per l’Italia

Di fronte alla tragedia di Genova, dobbiamo porci qualche domanda che, possibilmente, vada oltre la deprimente retorica cui stiamo assistendo in questi giorni.

La Società Autostrade ha indubbiamente le sue colpe, ma dobbiamo domandarci: è più colpevole chi esegue con negligenza e imperizia le ordinarie o straordinarie opere di manutenzione della rete autostradale che gestisce per concessione ricevuta dallo Stato o lo Stato concedente che non effettua i dovuti controlli sul rispetto del contratto stipulato con il concessionario, sulle condizioni delle strade, dei viadotti, delle gallerie, su eventuali cause che possono determinare situazioni di pericolo?

Prima di fare giustizia sommaria e mediatica annunciando l’avvio della pratica di revoca della concessione alla Società Autostrade – che sicuramente sarà oggetto di ricorso e, con i tempi della giustizia italiana, occorreranno decenni prima di arrivare a sentenza definitiva  – per accontentare le aspettative della piazza, lo Stato farebbe bene a processare se stesso.  Perché viviamo in uno Stato davvero originale, che minaccia la nazionalizzazione della rete autostradale pur sapendo, avendolo dimostrato più volte, di non essere in grado di garantire puntualità ed efficienza nei servizi che gestisce direttamente, di non avere le risorse necessarie per garantire un numero di ispettori (integerrimi, possibilmente) in grado di controllare il rispetto dei contratti e delle norme di legge. Basta, per tutti, l’incapacità di controllare il rispetto delle norme sulla sicurezza sui posti di lavoro.

E noi a questo Stato dovremmo affidare la gestione diretta della rete autostradale? Uno Stato che lascia in condizioni pietose le strade statali, che ai Comuni non destina nemmeno le risorse necessarie per tappare le buche delle strade cittadine e il corretto funzionamento dei semafori.

Se vogliamo onorare le vittime della tragedia di Genova, lo Stato non deve “minacciare” di fare l’imprenditore ma deve impegnarsi a vigilare, in ogni campo, il rispetto delle regole che consentono ad una collettività di vivere in sicurezza.

 Pasquale Consiglio

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