Anziana donna trova la sua casa occupata da abusivi. Paura di ritorsioni

C’è un sentimento che sta crescendo da molto tempo in questa città. Si chiama paura. Insieme a questa aumenta la prepotenza e la temerarietà di chi ne approfitta e lo fa calpestando diritti e trasgredendo leggi anche con modalità violente. La violenza nei modi fa temere ritorsioni e dunque -come detto- la paura di normali cittadini cresce.

Ad un’anziana signora è successo che della gentaglia biscegliese in formato famiglia ha occupato l’alloggio popolare nel quale abitava da decenni in virtù di una regolare assegnazione. Questa violazione di domicilio e occupazione abusiva è stata fatta mentre la signora si trovava ospite a casa di sua figlia per passare un periodo di convalescenza in seguito ad un ricovero ospedaliero.
Gli abusivi ci hanno provato una prima volta ma sono stati fermati in tempo dalle forze dell’ordine allertate dai vicini. Al secondo tentativo, in piena notte, sono riusciti a forzare la porta di ingresso e a rimuovere dall’appartamento gran parte della mobilia e a depositarla immancabilmente in strada, per fare posto ad un altro arredamento.

I figli della signora non sono riusciti a fermarli in tempo. Per le forze dell’ordine intervenute le operazioni di sgombero degli abusivi si fanno più complicate. Scattano le denunce alla magistratura, ma gli occupanti abusivi vanno via. Ecco allora che piomba la paura.

Nel raccontare questo inquietante episodio al cronista, la figlia della signora si raccomanda di riportare la notizia con cautela. C’è sì la voglia di denunciare uno schifoso sopruso, ma si fa più forte la paura di ritorsioni. Quella gente è gente, come si dice a Bisceglie, che “nan ten neind ‘mbacce”, non si preoccupa certo di un po’ di sputtanamento. Allo stesso tempo se le viene tolto ciò di cui si è appropriato indebitamente, può diventare pericolosa con azioni violente.

Al momento, in questa città della paura crescente, c’è un’anziana donna che si è vista togliere da un giorno all’altro la casa dove abitava, ricolma di cose di grande valore affettivo.
A questo racconto si stanno associando fatti che riguardano la stessa zona. Fatti non ancora accertati ma che mettono in evidenza altre forme di violenza nei confronti di cittadini inermi dello stesso quartiere: minacce, estorsioni, abusivismo. Nessuno però parla e interviene. Nessuno fa video come li fanno per scazzottate di persone di colore.

Con questo articolo non si può fare altro che raccontare un fatto, senza entrare nei dettagli che potrebbero portare alla individuazione dei protagonisti. Il fatto però c’è e c’è anche il sospetto che non sia un caso isolato ma che si tratti di un fenomeno più vasto. Un fenomeno che cresce con il crescere della paura.

Mario Lamanuzzi

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