“Vico De Petris”, la toponomastica dedicata a personaggi inesistenti

Un errore a catena. Nel cortile Vico De Petris si è protratta per decenni una vicenda da film. La denominazione toponomastica che si credeva fosse quella riportata sui documenti anagrafici, ovvero Vico De Petris”, contiene in realtà uno svarione che cambia radicalmente la memoria del personaggio da onorare, ovvero Agostino De Pretis.

Infatti, molti anni fa, durante la realizzazione del cartello murale , fu posposta la lettera “r”. Sicchè il cognome originale del personaggio storico da ricordare subì una mutazione, creando nello stradario un’altra figura.

Stranamente nessuna ha mai reclamato al Comune. Sta di fatto che oggi l’on. De Pretis (1813-1887), più volte ministro ed otto volte Presidente del Consiglio, giace nell’ombra in favore di un tal De Petris inesistente.

Verificando tra le fonti, per esempio, si apprende da una tesi di laurea sulla toponomastica di Bisceglie, discussa da Maria Antonietta Di Pilato presso l’Università di Bari, che il De Pretis c’era e fu rilevato correttamente. Cosa è accaduto negli anni successivi? Una svista nella manutenzione della targa.

Ironia della sorte il cognome De Petris si è preso la rivincita: è approdato sugli scranni parlamentari nella legislatura corrente con l’on. Loredana De Petris. Intanto sul luogo dell’errore, diventato addirittura proprietà privata, il recente rifacimento dei cartelli ha contagiato la confinante denominazione, dove ora si legge “Strada Calo”. Senza l’accento e privato anche del titolo e del nome di battesimo. Un altro calo d’attenzione?

Si dovrà attendere che il caso passi all’esame della nuova Commissione Toponomastica non ancora nominata. E così sia.

 

Luca De Ceglia

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