Bar Helsinki torna all’attacco: autorizzazioni illegittime? Allora querelo quelli che le hanno firmate

In Redazione giunge un comuncato stampa, questa volta scritto di pugno dal titolare dell’esercizio commerciale Bar Helsinki. Torna sulla vicenda che tiene banco da due anni ed è ben nota ormai a tutti lettori. E risponde alle dichiarazioni dell’ex Sindaco Spina, pubblicate recentemente, a seguito della dell’archiviazione dell’indagine penale.

Caro ex sindaco l’onestà non vince sempre e le dico perché :

il comunicato stampa inviato dall’ex sindaco Spina dal titolo “L’onestà vince sempre”a commento dell’archiviazione nei suoi confronti dell’indagine penale per l’abuso d’ufficio ed il tentativo di concussione per induzione, merita alcune precisazioni ed una doverosa risposta.

L’ordinanza di archiviazione (allegata al presente comunicato) ad un certo punto dichiara “Va piuttosto rammentato che le autorizzazioni del Rana non erano legittime e che i procedimenti di revoca e decadenza tendevano a ridare legittimità ad una situazione evidentemente irregolare. Non può sottacersi, come evidenziato dal P.M., che lo Spina sia stato sprovveduto nel gestire la faccenda in ciò evidentemente fuorviato da quelli che riteneva essere i buoni rapporti con l’assessore che tentava di recuperare in giunta e con cui ha tentato una “trattativa”. Un comportamento “politico”, il suo, e un tentativo di mediazione che nulla hanno a che vedere con i reati in scrutinio.”  inoltre scrive: “…se è provato che questi si sia, incontrato con la Sasso e i Rana presso il Bar dello studente  di Trani, proprio per via della mancanza di distacco di questi ultimi rispetto alla vicenda, non può attribuirsi alle dichiarazioni degli stessi quella credibilità che condurrebbe ad un approfondimento istruttorio ovvero ad una impugnazione coatta.”.

Sono sufficienti queste parti dell’ordinanza per far capire a chi legge che “l’onestà non vince sempre”.

Infatti se è pur vero che il procedimento penale è stato archiviato, è anche vero che il GIP  (Giudice per le indagini preliminari) ha dichiarato che le “autorizzazioni non erano legittime” e che erano non credibili gli informatori perché non avevano mancanza di distacco (un po’ come dire che se qualche parente vede “picchiare” un altro parente, non è credibile proprio perché è parente).

Ma il punto non è questo.

Perché le autorizzazioni non erano legittime?  E se non erano legittime chi le ha vistate o autorizzate? Chi vigila sull’osservanza dei regolamenti municipali e del Codice della Strada? Non certo il sottoscritto, ma l’autorità amministrativa.

Nel nostro caso, come lei sa, per averla vistata, i dirigenti hanno autorizzato l’installazione del dehors sulla piazza che non potevano autorizzare perché violavano regolamento di Polizia Municipale e  CDS, come ho appreso solo successivamente grazie al contenzioso in atti. Ma io e la mia famiglia ci siamo fidati inconsapevolmente.

Anche perché altre attività a Bisceglie occupano piazze e strade con strutture non adiacenti che non sono legittime.

Allora perché questa disparità?

Perché invece di avviare procedura di decadenza e revoca non avete annullato in autotutela l’autorizzazione?

E cosa c’entra l’onestà in tutto questo?

Sappia, ex sindaco, che ho già affidato mandato legale per chiedere un ingente risarcimento del danno nonché querelare tutti coloro che in concorso hanno concesso l’autorizzazione sapendo di non poterlo e doverlo fare.

Inoltre, presenterò esposto denuncia alla procura per verificare le illegittimità relative a tutte le autorizzazioni rilasciate in violazione al Cds e al regolamento di Polizia Municipale, considerando che le occupazioni possono solo essere adiacenti alle attività, per esercizi simili al mio.

Come vede, e legge, l’onestà non vince sempre.

 

Francesco Rana

Titolare del bar Helsinki

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