“Un Mondo per tutti” risponde alle perplessità sulla patologia autistica
Il 2 aprile è stata la giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo, in tutta Italia si sono svolte una serie di iniziative.
Nella nostra città, il terzo Circolo “San Giovanni Bosco” ha organizzato una marcia dal titolo “TUTTI HANNO BISOGNO DI UN ABBRACCIO NESSUNO È TROPPO GRANDE PER UN ABBRACCIO!”. Tale manifestazione ha coinvolto sia l’infanzia del Plesso di Carrara Gioia che la scuola primaria. Un momento di festa, gioia, ma anche di riflessione.
Negli ultimi anni la sindrome autistica è in aumento, per questo motivo è nata l’esigenza di istituire una giornata dedicata all’ autismo per riconoscere i disturbi dello spettro autistico e favorire azioni sociali per promuovere una maggiore inclusione.
In vista delle numerose perplessità da parte di genitori di figli autistici, abbiamo incontrato Paolo Monopoli, Presidente di “Un mondo per tutti” (Associazione disabilità).
-Secondo lei la giornata sull’ autismo ha utilità? Indubbiamente ha uno scopo di sensibilizzazione ma molto spesso un genitore si trova a non avere il giusto supporto.
La giornata mondiale sulle patologie legate all’ autismo è importantissima, negli ultimi anni ha portato il giusto riscontro a tutti, non è più un mistero. Molto probabilmente un genitore si aspetta di più non dalla giornata mondiale sull’ autismo, ma dalle istituzioni che dovrebbero seguire maggiormente le necessità. Una volta trascorsa la giornata, l’autismo finisce nel dimenticatoio.
-Come ha scoperto la diagnosi di sindrome autistica di suo figlio? un genitore a che età può scoprire se suo figlio è autistico? A che età si sono manifestati i primi sindromi?
Abbiamo scoperto la sindrome di nostro figlio non attraverso gli organi ufficiali, ma al di fuori delle istituzioni. Si può scoprire la sindrome autistica sin dai primi mesi di vita, un genitore si accorge ben presto di comportamenti al di fuori della norma di suo figlio. L’ autismo si manifesta dopo il primo anno di vita, generalmente c’ è una mancanza di attenzione nei confronti dei genitori, ad oggi c’ è una maggiore informazione e rispetto ai tempi passati è possibile riconoscere da subito i disturbi. Gli stessi pediatri non avevano una formazione consona.
-Che tipo di assistenza viene offerta alle famiglie con bambini affetti da autismo?
I genitori non ricevono il giusto supporto, c’ è una carenza di assistenza nei confronti della patologia autistica. Le associazioni e i centri nascono per somministrare trattamenti e coprire i vuoti delle istituzioni.
Qual è il suo suggerimento da genitore da attuare nel territorio biscegliese nei confronti dei bambini autistici?
Semplice rispondere a questa domanda, ci vorrebbe più attenzione. L’ amministrazione potrebbe fare una fondazione sul territorio attraverso contatti per dare un supporto psicologico alle famiglie.
La città di Bisceglie pur avendo una struttura che ospita varie patologie mentali (Casa Divina Provvidenza) non si è attrezzata ad ospitare soggetti autistici. Perché non pensare a questa forma di evoluzione?
Annamaria Iannelli