La raccolta differenziata conviene? Ecco quanto incassa il Comune dalla vendita dei materiali separati

14 Aprile 2019 0 Di ladiretta1993

Se la raccolta differenziata porta a porta ha visto incrementare vertiginosamente i costi per il servizio di igiene urbana a Bisceglie con conseguente aumento della relativa tassa, sorge la domanda su quanto sia utile la separazione dei materiali nella raccolta dei rifiuti. Anche dal punto di vista ecologico, le discariche continuano ad essere sature e i famigerati mastelli lasciati in prossimità delle strade creano evidenti problemi di igiene.

Come già sostenuto da molti cittadini e anche da alcune forze politiche locali, la differenziata non basta e bisognerebbe attuare quella che viene definita la “strategia rifiuti zero”, cioè la riduzione drastica anche dell’utilizzo dei materiali: meno plastica-vetro-carta si usa e meno saranno i rifiuti prodotti. Ci sono esempi di comuni virtuosi da questo punto di vista. Comuni però non troppo grandi come l’esempio più noto di Capannori in Toscana, dove l’intervento sulle abitudini di consumo degli abitanti possono essere coordinati ed eseguiti con efficacia. Operare su una cittadina complessa e popolosa (oltre 55.000 abitanti) come Bisceglie è magari più problematico, ma non è detto che non si debba provare.

Ma almeno il Comune ci guadagna qualcosa dalla differenziata? Cioè questa enorme spesa sul bilancio ha almeno un ritorno economico che ne limita l’impatto? Il ciclo economico dei rifiuti vede in uno dei suoi passaggi, la vendita da parte del Comune (tramite il gestore del servizio) del materiale differenziato raccolto. La determina del dirigente comunale che stabilisce la quantità e il ricavo mensile di questa vendita, spiega bene come avviene:

con Accordo Quadro ANCI-CONAI 2014-2019, previsto dal D.Lgs 152/06 e ss.mm. ed ii., il sistema consortile garantisce ai Comuni italiani la copertura dei maggiori oneri sostenuti per fare le raccolte differenziate dei rifiuti di imballaggi;
– operativamente, ciascun Comune che ha attivato la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio di un materiale, sottoscrivendo la relativa convenzione, si impegna a conferire i rifiuti di imballaggio al Consorzio di Filiera, secondo le modalità riportate nell’Allegato Tecnico relativo.
– parallelamente, il Consorzio di Filiera si impegna a ritirare il materiale e garantirne il successivo avvio a riciclo.
– il Consorzio di Filiera si impegna, inoltre, a garantire il riconoscimento di corrispettivi, variabili in funzione della quantità e della qualità del materiale conferiti, che costituiscono i maggiori oneri della raccolta differenziata;
– tra le altre, le quantità considerate per ogni flusso corrispondono a quelle dichiarate dal gestore del servizio di igiene urbana che ha eseguito il conferimento presso le piattaforme autorizzate“.

A quanto ammontano questi “corrispettivi variabili” per il Comune di Bisceglie? Esempio mese di febbraio: dalla plastica ricavati circa 60.000 euro, dal vetro 3.600 euro. Marginali (poche centinaia di euro) gli introiti per ferro e legno. Non riscontrabile il dato sulla carta.

Proiettato su un anno e ipotizzando per la carta gli stessi ricavi ottenuti dal vetro o poco di più, il “rientro” dell’investimento nella raccolta differenziata è meno di 1 milione di euro annui. Il Comune spende per il servizio di igiene urbana (non solo la raccolta differenziata ma anche la pulizia delle strade) oltre 6 milioni di euro all’anno. La somma da incassare viene determinata sulla base della quantità dichiarata dal gestore del servizio, attualmente la società Ambiente 2.0.

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