«Quella voce al microfono che ha rovinato l’Incontro». Critiche sui social

«Quella voce al microfono che ha rovinato l’Incontro». Critiche sui social

19 Aprile 2019 2 Di ladiretta1993

Come ogni anno, il Venerdì Santo a Bisceglie ha visto svolgersi il tradizionale incontro tra le statue raffiguranti Gesù che porta la croce e la Madonna Addolorata.

Un rito accompagnato non solo dal raccoglimento e dalla preghiera di migliaia di fedeli che tutti gli anni si riversano in piazza Vittorio Emanuele, ma anche dal contorno di folklore e di commercio ben descritto e stigmatizzato dall’intervento del giornalista Luca De Ceglia che La Diretta ha pubblicato oggi. Ma se bancarelle e giostrine ci sono da decenni e le strutture di sicurezza che appaiono eccessive (le famose barriere jersey ) sono il segno angosciante di questo tempo, quello che mancava a snaturare il momento dell’Incontro era la voce al microfono di chi si ostinava a commentare e persino a cantare mentre le statue si avvicinavano.

Non è stato solo De Ceglia a notare questa fastidiosa ingerenza. Sui social comincia a montare la critica verso chi avrebbe rovinato con la sua voce amplificata nell’aria quegli attimi che avevano necessità del silenzio per essere vissuti con il massimo raccoglimento. Uno stimato professionista ha commentato dal suo profilo: «Una delle processioni più toccanti tra quelle che mi è capitato di vedere. Tanto da, dicevo, zittire migliaia di persone… tranne una voce delirante che, munita di microfono ed altoparlante, è riuscita a rovinare tutto con inutili parole.
Non ve ne era bisogno.
Non servivano parole ma sensazioni e, nell’aria, ce ne erano tante!».

«Non doveva essere una messa a cielo aperto, ma un momento di assoluto silenzio e rigore come la storia insegna»; «Ai tempi dei miei nonni e genitori questo era un momento di assoluto silenzio, non c’era bisogno di nulla. La gente comprendeva senza parlare.. il SILENZIO già dice tanto», fanno eco altri utenti.

Dissente dalle critiche invece uno dei rappresentanti delle confraternite che scrive: «Il silenzio c’è stato e il momento del vescovo è servito ad edificare quelle persone che vengono a vedere lo “spettacolo”. Come lo facevano i nostri padri purtroppo non è più valido perché sono cambiati i tempi».

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