Autonomia, Boccia (Pd): Lombardia e Veneto tentano di smontare il Paese

“Lombardia e Veneto tentano di smontare il Paese. A tutta la classe dirigente, soprattutto a quella del Sud, oggi dico: evitiamo che si compia lo scempio finale, evitiamo di costruire un Paese basato sul portafogli, ricchi da una parte e poveri dall’altra. Si deve pretendere una perequazione rispetto al passato. Il ritardo del Mezzogiorno è il risultato dei 20 anni che abbiamo alle spalle. In Puglia ci sono 4,5 dipendenti comunali ogni mille abitanti. In Veneto e Lombardia siamo abbondantemente sopra i 6. Eppure il luogo comune vuole che i dipendenti pubblici siano tutti al Sud. Se guardiamo invece agli investimenti in senso stretto basta un esempio: la Tav è stata finanziata con la fiscalità ordinaria, quindi anche con le tasse dei meridionali. Ci sono presidenti di regione che pensano di essere a capo di un piccolo stato. I decreti della Stefani sono inaccettabili. Sarebbe una follia regionalizzare materie come l’edilizia scolastica, il Fondo unico per lo spettacolo o la cassa integrazione, o la ricerca”. Così Francesco Boccia, deputato e economista PD, in un’intervista al Quotidiano del Sud.

“Io sono per un’autonomia non pasticciata, sono per l’attuazione del principio di sussidiarietà. Le regioni non possono essere piccoli Stati. Il governo Gentiloni aveva avviato l’iter tenendo ferma l’invarianza finanziaria e la necessità di definire i livelli essenziali delle prestazioni (Lep), prima di parlare  di soldi. La Lega ha fatto il gioco delle tre carte: si parte,  per tre anni non succede nulla, non vi togliamo nulla, poi si passa ai costi standard. Ma costi standard su cosa? Io voglio sapere prima quelli sono i livelli essenziali garantiti ai cittadini. Loro invece applicano la cultura del ‘poi vediamo’”.

Secondo la relazione prodotta dall’ufficio tecnico di Palazzo Chigi “alla fine il Mezzogiorno prende sempre meno rispetto alla popolazione che ha: il 28,3% della spesa per il 34,3% della popolazione. Zaia e Fontana devono rispondere di questi numeri , invece di fare i fenomeni. Non ci sono residui fiscali da 61 miliardi, confrontiamoci in Parlamento. Zaia e Fontana parlano di una cosa che è un terzo di quello che dicono”.

“Le stesse classi dirigenti del Mezzogiorno – ha concluso- hanno avuto spesso responsabilità di governo nazionale e non hanno imposto nell’agenda politica la priorità del Mezzogiorno. Spesso si sono accontentati di portare a casa briciole e hanno fatto da comprimari a leader convinti che il Sud fosse solo una zavorra”.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

Dal Comune fanno sapere che allo spettacolo di Uccio De Santis si potrà assistere in piedi

Di seguito una nota dell’Amministrazione comunale di Bisceglie: Sono andate esaurite in appena tre ore dalla comunicazione ufficiale di mercoledì 19 agosto tutte le prenotazioni disponibili per i posti a sedere dello spettacolo “Non so che fare prima” di Uccio De Santis, in programma martedì 25 agosto alle 21:00 in via Nazario Sauro, sul porto […]

TruFest 2026, la denuncia di Gianni Naglieri (Sinistra Italiana): “La rinuncia di Confcommercio mostra il vuoto programmatorio del Comune

«La clamorosa decisione di Confcommercio Bisceglie di rinunciare al contributo comunale per il TruFest 2026 non è un semplice incidente burocratico. È la punta dell’iceberg di un fallimento politico e metodologico ben più profondo, che come Sinistra Italiana denunciamo da tempo». A dichiararlo è Gianni Naglieri, consigliere comunale di Sinistra Italiana a Bisceglie.«Dietro le parole […]

Scopri di più da La Diretta 1993 Bisceglie Notizie

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere