Festa dell’Addolorata: per Unibat fatta coi soldi degli ambulanti (anche forestieri)

Una serie di incresciosi, assurdi e indicibili episodi hanno caratterizzato le due importantissime Feste cittadine biscegliesi. La Festa Patronale prima, ed ora anche quella della Madonna dell’Addolorata. L’attenzione di Unibat, Associazione di Categoria della Rappresentanza di base, non Confsociata con la politica e fuori dal Sistema, si concentra sugli aspetti burocratici, commerciali e sui costi che la partecipazione alle due Feste cittadine hanno comportato per gli Ambulanti.

La denuncia dell’Associazione: “dapprima il comune di Bisceglie avvia procedure al di fuori del contesto normativo, dichiarate palesemente illegittime da parte della Regione Puglia, organismo legiferante cui Unibat si era rivolta a causa dell’introduzione di criteri per l’elaborazione delle graduatorie assolutamente fuori norma, con tanto di lettera della Regione indirizzata direttamente al Dirigente comunale che neppure si è degnato di fare delle sue controdeduzioni all’Associazione che aveva giustamente rilevato le inesattezze e le storture di cui al bando che ha generato una graduatoria non corrispondente al dettato quindi illegittima ma applicata in modo improprio; poi tutta la conseguente azione di assegnazione dei posteggi, anch’essa al di fuori del dettato normativo con riferimento addirittura ad una graduatoria provvisoria contestata formalmente, fino all’atto finale degno delle peggiori Festopoli cioè la riscossione delle somme richieste agli Ambulanti sotto forme ancora da chiarire e comunque in modo aggiuntivo rispetto a quelle minoritarie introitate dal comune. Come dire: alla fine la Festa Patronale e la Festa della Madonna dell’Addolorata, a Bisceglie, l’hanno pagata cara gli Ambulanti, molti dei quali neppure sono della cittadina marinara ma che si sono visti sganciare fiori di contributi nelle mani di dovrebbe chiarire ruoli e competenze, salvo poi addirittura veder la dilagante contaminazione di abusivismo commerciale diffuso. Alla fine un grosso boccone amaro resta nel dover constatare l’assoluto silenzio di quelle forme di Aggregazione Polisindacale che a parole negli altri comuni sventola la bandiera delle regole e del rispetto della legge mentre proprio laddove deve dimostrarne il pieno rispetto si lascia prendere la mano compartecipando attivamente a far girare la giostrina dove, a turno, ci salgono un po’ tutti. Se Bisceglie vuole rimanere in questa condizione di palese distrazione e di grossolana gestione della cosa pubblica, nella violazione dei diritti, facendo prevalere le appartenenze e la demagogia allora che resti pure nella sua nicchia di consociativismo da quattro soldi. Si, perché alla fine proprio di soldi si tratta e non di quattro.” – hanno concluso da Unibat.

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