Cassetta di sicurezza svuotata da un altro cliente, storia di un’odissea al Monte Paschi di Bisceglie

Quando si usa la metafora del “gigante dai piedi d’argilla” si pensa a una grande entità che presenta evidenti punti deboli che possono essere attaccati con facilità.

Se per esempio presso una banca succede che qualcuno beneficia di un arricchimento senza averne diritto, vuol dire che quel gigante (la banca) è soggetta a falle nel controllo del corretto rapporto con i suoi clienti.

È quanto accaduto al Monte dei Paschi di Siena di Bisceglie. Il 13 maggio scorso si procede allo svuotamento di una cassetta di sicurezza presso la filiale di via Vittorio Veneto. Il contenuto viene consegnato alla persona che ne aveva fatto richiesta. Non era la persona titolare della cassetta, però. La banca se ne accorge soltanto due mesi dopo, il 16 luglio, quando convoca i coniugi titolari della cassetta per stilare un verbale per il riconoscimento degli oggetti da restituire «che fanno parte -si legge nel verbale- di un contenuto più ampio presente nella “cassetta di sicurezza” di loro proprietà oggetto di una erronea pregressa apertura».

Il cliente sbagliato dal canto suo per ragioni ignote ha potuto restituire solo una parte del patrimonio indebitamente svuotato. Nella cassetta infatti erano custoditi 52 pezzi tra gioielli e oggetti di valore economico ed affettivo, ne sono stati restituiti solo 34. Restituzione avvenuta il 18 settembre, quattro mesi dopo lo svuotamento.

Sul restante si è aperta una contesa legale. I coniugi hanno affidato la difesa dei loro interessi all’avv. Giuseppe De Girolamo il quale ha informato anche la Banca d’Italia che, come tutti sanno, svolge funzioni di vigilanza. Ma la Banca d’italia risponde che non può «intervenire nel merito delle singole controversie, la cui soluzione in caso di disaccordo, è rimessa all’Autorità Giudiziaria».

Ed è proprio così che agiscono i coniugi assistiti dal loro legale. Presentano denuncia-querela presso la Procura della Repubblica dopo aver rifiutato due proposte di transazione da parte del Monte Paschi, la prima di 2.300 e la seconda di 3.000 euro.

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