Apprezzato il pranzo di Natale targato Caritas

Ottimo cibo, grazie ai ristoratori , tanti  giovani entusiasti volontari non “targati” Caritas o “extra moenia” (come li ha definiti il coordinatore cittadino Sergio Ruggieri) accanto ai volontari storici per impiattare, servire ai tavoli o sedere accanto ai commensali, una allegra animazione post prandiale con Miriam ed Antonello, giochi e doni per i bimbi presenti da un “enorme” Babbo Natale, Rosario, proveniente da S. Ferdinando, e … dulcis in fundo, gli auguri portati da autorità religiose e civili:  l’arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzio, il ministro on. Francesco Boccia ed il sindaco Angelantonio Angarano. E’ stato tutto questo ma molto altro il Pranzo di Natale Caritas, ospitato anche quest’anno alle Vecchie Segherie Mastrototaro.

Quanti ringraziamenti la Caritas dovrà fare (e lo farà con un messaggio a parte) ai tanti ristoratori, commercianti,   volontari che hanno riconosciuto l’alto valore solidaristico che il pranzo possiede e lo ha reso possibile: erano soprattutto italiani (biscegliesi e non) ma anche stranieri le oltre 150 persone sedute ai tavoli della Caritas; persone in difficoltà economiche ma anche tanti anziani soli che, per un giorno, hanno ricevuto la compagnia di giovani volontari e forse anche l’occasione per allacciare qualche amicizia. Col Pranzo la Caritas sa di non poter risolvere le situazioni di disagio che le persone presenti vivono, ma sa che il sorriso, l’amicizia e l’ottimo cibo possono almeno relegare per qualche ora la tristezza in un angolo.

Sergio Ruggieri ci tiene a precisare che “Il pranzo è iniziato ricordando nostro fratello ADEL ” un invisibile” scomparso qualche mese fa, conosciuto e aiutato da tanti.

Il pranzo Caritas NON E’ IL PRANZO DEI POVERI, ma una condivisione per chi è solo e quindi estremamente vulnerabile in questi giorni di Festa. Per la comunità cristiana sarebbe bello che,   proprio in questi giorni di festa, ogni famiglia inviti alla propria tavola qualcuno che è solo tra gli immigrati, i poveri, gli anziani. Sarebbe un’azione capace di esprimere condivisione e solidarietà senza pericoli di ostentazioni con il sapore della semplice accoglienza di uomini e donne come noi, strappati alla loro solitudine e invitati a fare festa insieme a noi.”

I visi sorridenti che si vedono nelle foto sono la testimonianza che c’era tanta allegria sia a tavola sia durante la festa che ne è seguita: Miriam Cosmai ed Antonello Papagni sono fantastici nell’animare la festa. Canti natalizi sono posti come sottofondo durante il pranzo; tra una portata  l’altra si invitano i presenti a ballare e tale invito è accolto soprattutto dai bambini che, alla fine, si affezionano ai due animatori e stanno quasi sempre accanto a loro. Miriam ha raccontato di essere caduta dal camino con babbo Natale ed essersi fatta male. Ed ogni bimbo, ricevuto il dono da babbo Natale, ha fatto una foto con lui.

Alle danze, ai trenini ed ai canti non hanno rinunciato nemmeno i “don” presenti: don Franco Lorusso, don Gabriele Di Paola,don Pasquale Quercia e don Raffaele Sarno, direttore diocesano Caritas:  a lui il compito di celebrare la S. Messa Natalizia con cui si è aperta la giornata, e la sua fervente omelia, esposta con veemenza trascinatoria con cui ha voluto sottolineare come il Natale non deve essere un rituale stantio ma attenzione al “fratello” vicino in difficoltà, ha suscitato un applauso di consenso.

Quest’anno, per onorare i valori del riuso tra i prioritari della Caritas, si sono utilizzate le tovaglie rosse di stoffa, così ora i volontari Caritas dovranno occuparsi non solo di lavare i vassoi ma anche le tovaglie che saranno riposte in bell’ordine pronte per la prossima occasione.

Ciccio, un volontario storico, sottolinea come  è stato possibile riscaldare il cibo vista la disponibilità delle cucine Mastrototaro che hanno donato a volontari ed “invitati” vasetti con i loro prodotti. Il cibo rimasto è stato porzionato e distribuito in sacchetti a quanti volevano  portare a casa: nulla è stato perduto.

Tra i volontari presenti è tornato Ratouega Sawadogo , da tutti chiamato Salvatore: un ragazzone simpaticissimo che anche solo col suo sorriso porta allegria tra quanti gli stanno accanto. “L’anno scorso mi avete cercato voi e sono stato il Babbo Natale nero” mi ha detto con una allegra risata, “quest’anno sono venuto da solo. E’ stato un pranzo fantastico, con gente che si ama e che non guarda il colore della pelle, senza rifiutare le persone. Ho fatto oltre 150 fotografie per ricordare questa giornata!”

 

Belle le riflessioni di  Michele Stornelli, impegnato, nel giorno di Natale, al servizio del pranzo:

” Perché l’ho fatto? Forse perché collaboro con Caritas organismo pastorale  della chiesa cattolica? Don Raffaele ha celebrato con Sergio la messa, cercando di mettere in pratica quanto un Bambino, venuto su questa terra più di duemila anni fa ha cercato d’insegnarci? Forse..

Sono venuti alcuni sacerdoti. Pochi in verità, i più, impegnati nelle proprie famiglie parrocchiali, non hanno trovato il tempo, come invece ha fatto l’Arcivescovo, per venire a salutare gli Ultimi. Eppure, pare che quel Bambino avesse detto che stando vicino a Loro, saremmo stati vicini a Lui.

Forse per partecipare alla sfilata di personalità? Per esibizionismo? C’è chi è venuto anche più volte nella giornata, alcuni lo hanno fatto col cuore. Hanno dedicato un p’ del proprio tempo prezioso all’iniziativa. Forse.. qualcuno ha voluto partecipare semplicemente ad una vetrina pre-elettorale. Forse.. Anche gli Ultimi votano.

Forse per generosità? Una vera gara di solidarietà: i padroni di casa ci hanno ospitati, hanno messo a disposizione tutta la loro struttura, il loro impegno, i loro prodotti, i ristoratori hanno preparato ed offerto le portate del pranzo, i panifici il pane, i fruttivendoli la frutta, i commercianti ci hanno offerto i panettoni e persino le suore povere, tra e con i poveri, hanno preparato e offerto dolci. Forse.. Vivere questo spirito di fratellanza riempie il cuore.

Forse per ragioni personali? Ciascuno ha ragioni che riguardano il proprio intimo, la propria coscienza.

Forse.. A volte anche il riscatto delle proprie debolezze, del vivere sopra le righe può essere una ragione.

Forse, questa motivazione l’ha fornita una volontaria abituata nel suo lavoro ad interfacciarsi con gente che soffre. Leggere la gioia negli sguardi dei partecipanti, gli ospiti che hanno vissuto momenti di allegria e serenità ed i collaboratori che hanno colto più che donato del tempo prezioso per la propria interiorità.

Forse.. Ti accorgi che non si vive di solo pane. Forse.. In questo periodo della mia vita è questa la vera essenza del Natale.”

 

Si ringraziano:

Famiglia Mastrototaro      per la  Location e gli antipasti

Città Mercato Home       per il  tovagliato natalizio

Alcuni Bar: dolce Caffetteria, Hygge, Bon Ton per i dolci.

Alcuni panifici: San Lorenzo, Di Pinto, Racconti di grano,

Ristoratori: Beverly, Salsello, Pic Nic, Villa Veneziani fornitori dei  primi

Casale San Nicola, Nicotel, Torre Rossa fornitori dei secondi

Confcommercio per i panettoni

Quest’anno persino le  “sorelle povere di santa Chiara” sono state presenti con i loro tradizionali dolci.

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