Rinnovazione Bilancio, Amendolagine (M5S): Siamo di fronte a un’anarchia politico-amministrativa

Dice un vecchio proverbio turco: “Si morde la lingua chi parla in fretta”. Un concetto che abbiamo più volte ribadito all’Amministrazione Angarano, suggerendole di adottare atti con spirito collaborativo e nel rispetto delle norme e delle procedure. L’avevamo affermato un anno fa, prima dell’approvazione del bilancio, annullato dal TAR per non aver rispettato le prerogative dei consiglieri comunali. Abbiamo assistito, nello scorso consiglio, all’ennesimo frettoloso atto politico amministrativo, legato al bilancio; atto frettoloso e a danno della città, utile solo a giungere nel più breve tempo possibile alla riadozione degli atti del bilancio 2019, bocciati dalla giustizia amministrativa.

La fretta di approvare il bilancio ha costretto Angarano a ritirare il Piano Triennale delle opere pubbliche, propedeutico allo stesso, disattendendo la sentenza del TAR che invitava l’Amministrazione a riadottare tutti gli atti di programmazione economica e finanziaria del 2019. Fra l’altro il Piano delle Opere Pubbliche che si stava tentando di approvare, ha subito numerose variazioni nel 2019, dato che alcune delibere di giunta hanno disposto nuovi stanziamenti per opere pubbliche, come, ad esempio, le attività di manutenzione e sistemazione dello stadio Ventura. Di fronte a queste lampanti incongruenze, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno ritirare il punto. Il Piano Triennale costituisce, però, un pezzo fondamentale del bilancio comunale. Non lo diciamo solo noi, ma i revisori dei conti che nel loro parere al bilancio hanno, giustamente, rimarcato la centralità dello stesso.

Egualmente anomali ci sono sembrati altri due atti propedeutici al bilancio approvati nello scorso Consiglio: il Piano del personale che non rispetta le previsioni del Documento Unico di Programmazione e le tariffe Tari per il 2019 che non possono far riferimento ad un regolamento  già approvato fuori termine e annullato dalla sentenza del TAR.

Angarano ha poco da gioire: i pasticci procedurali e sostanziali che lo hanno costretto a ritirare il Piano delle Opere Pubbliche e a riadottare in maniera anomala gli atti di cui sopra, hanno fatto sì che l’elefante partorisse un topolino, cioè un bilancio 2019, dopo un anno, ancora monco e che sembra presentare seri profili di opacità. Inoltre, la mancata pubblicazione del Piano Triennale secondo le procedure previste per legge, il suo mancato aggiornamento rispetto alle delibera di giunta intervenute – e che ne hanno modificato la configurazione – la sua mancata adozione, costringeranno per alcuni mesi la città a star ferma, senza appalti e opere pubbliche.

Siamo alla commedia dell’assurdo, ma non c’è più nulla da ridere. Questa amministrazione e questa maggioranza, silenziose e supine rispetto alle indicazioni di dirigenti e tecnici, non danno nessun indirizzo politico e stanno conducendo Bisceglie nella fossa. Lo ribadiamo: la città merita una classe dirigente migliore, competente e con una visione politica. Bisceglie ha bisogno di futuro, libero dall’approssimazione e da un contesto di anarchia politico amministrativa insopportabile.

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