Matrimoni in Puglia, niente panico: noi abbiamo il virus, wuagliò
Leggo l’ultima ordinanza di Michele Emiliano con cui si regolamentano i matrimoni in Puglia ai tempi del Covid e scopro un virus selettivo, probabilmente una mutazione pugliese del virus che è arrivato da Wuhan: un virus Wuagliò, insomma.
Il virus Wuagliò si comporta così:
– può colpire solo camerieri e operatori di sala. Solo per loro guanti e mascherine;
– non colpisce invitati e sposi, per loro niente mascherine nè guanti. Il virus Wuagliò è un virus dal cuore grande, essendo un virus nostrano, e risparmia chi si ama e si vuol bene;
– è un virus schietto e sincero, quindi è solo sintomatico. Se il cugino di Milano o i congiunti non hanno sintomi visibili vuol dire che non c’è pericolo e, quindi, possiamo stare tutti tranquilli, compresa la nonna di 90 anni. L’importante è stare ad un metro di distanza (se si è congiunti il metro non serve) e ballare il ballo del mattone, rigorosamente da soli come in un rave party, in 2 mq.
Se non fosse vero, sembrerebbe una commedia degli errori e dei possibili orrori.
Capisco la sofferenza degli sposi (io sono fra questi) e comprendo la crisi di un settore a dura prova quest’anno, ma davvero è possibile allargare così le maglie mentre in tutta Italia, anche in Puglia, abbiamo ancora casi, focolai e un vaccino ancora non c’è?
A me sembra caro Emiliano una mossa un tantinello azzardata, poco responsabile, una marchetta elettorale (compresa la mossa di qualche settimana fa della “busta” agli sposi che si vogliono comunque sposare quest’anno).
Come azzardata e poco responsabile è nei nostri Comuni la mancanza di controllo e sanzioni per gli assembramenti all’aperto senza mascherine sotto il metro di distanza: basta girare per le strade per rendersi conto che la gente fa come se nulla fosse accaduto negli ultimi 3 mesi.
Spero di sbagliarmi, di essere solo il solito scassaminchia. Il virus Wuagliò sarà certo più tenero del virus di Wuhan.
VINCENZO ARENA