Lottizzazione BiMarmi, M5S: il coraggio dei Don Abbondio

Lottizzazione BiMarmi, M5S: il coraggio dei Don Abbondio

30 Luglio 2020 0 Di ladiretta1993
Le dichiarazioni dell’Assessore all’Urbanistica e del Presidente della Commissione Urbanistica sul piano di lottizzazione della maglia 165 sono state esilaranti. Anche se su questa questione ci sarebbe da piangere, piuttosto che da ridere.
L’Assessore all’Urbanistica, assediato dai cittadini – prima che dal MoVimento 5stelle – disgustati da una scelta cinica e impopolare, è costretto a balbettare che “L’aver approvato questo piano era (…) una strada dovuta ma intrapresa da altra amministrazione”. Divertentissimo: ricordiamo che nel 2012 la giunta che adottò il Piano era composta anche dall’attuale vicesindaco Consiglio (il suo Partito dell’epoca vantava anche l’Assessorato all’Ambiente) e in maggioranza c’era pure l’allora consigliere Domenico Storelli. Quindi, Storelli punta il dito contro se stesso. Splendido!
L’Assessore dice anche di respingere al mittente “le accuse di cementificazione e speculazione”. Come la vogliamo chiamare la costruzione di palazzi adibiti per l’80% ad abitazioni che alla nostra città non servono, viste le migliaia di case sfitte o invendute? Cemento è troppo forte come termine? Urta troppo la sensibilità ambientalista di Storelli in versione dottor Jekyll e mister Hyde? Quell’area è edificata, in parte, ma non certo di palazzi. Piuttosto di strutture fatiscenti che andrebbero sostituite con un parco costiero. Lo stesso della bozza di Pug approvato dalla tua Giunta, caro Storelli.
E poi, se la zona rientra nei territori costruiti, per stessa ammissione dell’Assessore, come si fa ad approvare un piano che pare in contrasto con il combinato disposto dell’art. 106 commi 6 e 7 delle NTA del PPTR? Questi commi dicono che per i territori costruiti valgono solo gli obiettivi di qualità paesaggistica, ma anche che questi piani di lottizzazione dovevano essere approvati entro un anno dall’entrata in vigore del PPTR. L’anno di regime transitorio è abbondantemente trascorso visto che il PPTR è stato approvato nel 2015.
Poi c’è la storiella della paura delle azioni legali e delle richieste di risarcimento dei privati. Sia il dirigente dell’Ufficio tecnico sia il più umile codice Urbani affermavano che i privati non potessero vantare alcun legittimo “affidamento giuridicamente tutelato nei lottizzanti in ordine all’assetto urbanistico del territorio”. E che“I comuni (…) conformano o adeguano gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei piani paesaggistici (…) I limiti alla proprietà derivanti da tali previsioni non sono oggetto di indennizzo”. L’Amministrazione è sotto scacco dei privati? Che fine fa l’interesse pubblico prevalente?
Poi ci sono le dichiarazioni di Peppo Ruggieri, presidente della Commissione Urbanistica, che dice impavido: “Rassicuro che per quanto mi riguarda ogni futura programmazione urbanistica, intendo quelle che riguarderanno questa amministrazione e magari non hanno un complesso iter ereditato come quello della 165, dovranno necessariamente tenere conto della situazione urbanistica attuale. Già ad aprile 2019 infatti, su mia espressa richiesta, l’ufficio tecnico comunale ha chiesto all’Omi – osservatorio del mercato immobiliare dell’agenzia delle entrate, lo stock catastale del Comune di Bisceglie”. Siamo di fronte ad un ambientalismo prospettico, tutto lanciato nel futuro. Oggi non si può far nulla, alla Bi Marmi costruiamo, domani vediamo… senza fretta. Non possiamo approvarlo il PUG sennò salta il piano di lottizzazione, quindi restiamo con lo strumento urbanistico degli anni ’70, in contrasto con il piano paesaggistico regionale. Non ci possiamo far niente oggi, domani… forse!
Noi pensiamo, invece, che oggi si possa far molto:
– riconsiderare l’iter procedimentale;
– concertare coi privati una soluzione alternativa che contemperi interessi pubblici e privati;
– far scelte coraggiose di visione e sviluppo di quella zona, l’ultima ad essere potenzialmente sottratta al cemento.
Ma per scelte cosi serve un’idea di città, un indirizzo politico chiaro, non la pilatesca ignavia del “non potevamo far in altro modo”. Si poteva far altro. Almeno si poteva rispondere alle domande che abbiamo reiterato in istanze, mozioni, interrogazioni:
– serve costruire ancora palazzi?
– la “Svolta” che idea ha di sviluppo urbanistico della città?
– il piano è o non è in contrasto con le norme paesaggistiche vigenti? La Regione a riguardo non ha detto “va tutto bene” ma che il Comune dovesse valutare alla luce della situazione contingente se procedere alla riadozione del piano.
C’è chi fa orecchie da mercante, per la gioia di alcuni consiglieri di maggioranza in chiaro conflitto di interesse.
Il Movimento 5 Stelle continuerà la sua battaglia per la difesa del paesaggio e di quella zona in tutte le sedi opportune, anche quelle giudiziarie se necessario.
Enzo Amendolagine, Portavoce M5S Bisceglie
Pippo Acquaviva, candidato al Consiglio Regionale M5S
Attivisti M5S