“165”, Mastrodonato (Circolo Impastato): “Noi contrari, in Consiglio comunale nessuno difende le nostre idee”

“165”, Mastrodonato (Circolo Impastato): “Noi contrari, in Consiglio comunale nessuno difende le nostre idee”

3 Agosto 2020 0 Di ladiretta1993

In merito al dibattito sulla lottizzazione della maglia 165, ex zona BiMarmi, è intervenuto anche Victor Mastrodonato, in rappresentanza del Circolo “Peppino Impastato” di Bisceglie. Di seguito il suo duro intervento contro le decisioni assunte dal Sindaco Angarano  e la sua Amministrazione Comunale:

«Non volevo scriverne, ma se non ne parlassi mi sentirei una merda.

Non sarebbe corretto nei confronti di quelli che, come se fossi ancora a Bisceglie, mi chiedono conto sulla decisione di lottizzare un’area strategica e così importante per la città.
Non sarebbe corretto nei confronti della storia del Circolo Peppino Impastato , tirato in ballo durante il consiglio comunale senza nessuno che lo difendesse, nei confronti dei tanti ragazzi che vi hanno militato e che, ovviamente, non possono essere d’accordo con una scelta simile – a costo di incatenarsi al terreno per bloccare le ruspe – ce lo ha insegnato Peppino.
Non sarebbe corretto nei confronti delle campagne elettorali e delle decine di riunioni con parte dei componenti dell’attuale maggioranza passati a pensare al futuro della città.
“Stop al consumo del suolo” non era un invito rivolto alle persone a camminare meno e a consumare meno marciapiedi.
Per il lungomare di levante sognavamo un polmone verde con pinete e percorsi ciclopedonali (magari popolate dai neo quattordicenni a cui sarebbe stata regalata la bicicletta).
Un parco costiero e l’oasi marina protetta Pantano-Ripalta riqualificata e resa fruibile per apprezzarne la biodiversità. E’ sempre stato questo il patto elettorale.
Ho aspettato il consiglio comunale prima di arrivare a delle conclusioni definitive e la risposta è arrivata:
“Si poteva approvare o non approvare con una motivazione molto forte…non abbiamo ritenuto di non approvarla perché aldilà degli interessi legittimi dei lottizzanti, in questo momento la preminenza di dare un segnale al settore dell’edilizia ci ha spinto ad andare avanti su quella linea.”
Una scelta politica chiara e per quanto mi riguarda legittima, ma che bisognava comunicare chiaramente senza nascondersi e senza dichiarazioni fuorvianti da arrampicata sugli specchi.
Bisognava sin dall’inizio assumersene le responsabilità politiche.
I primi tentativi di scaricabarilaggine (poi smontati) sono quelli dell’assessore all’urbanistica che scriveva solo poche ore prima a mezzo stampa «L’aver approvato questo piano era quindi una strada dovuta ma intrapresa da altra amministrazione. Le accuse di cementificazione e speculazione le rispediamo ai mittenti.» Un vero capolavoro in una sola frase: scaricare responsabilità politiche sull’allora amministrazione di cui faceva parte e parlare di Approvazione Dovuta quando invece “si poteva approvare o non approvare (cit. Sindaco)”. Politicamente imbarazzante.
Impantanante (è il caso di dirlo) è anche il tentativo distinguere “Zona 165” e “Pantano-Ripalta”. Tutti ormai sanno che sono urbanisticamente due cose diverse. Ma quando si parla di riqualificazione e fruizione della zona, si parla di tutta la zona di levante. Non solo delle grotte di Ripalta e del Pantano (e poi che bello se a pochi metri ci sono i palazzi che si affacciano sul mare).
Questo distinguo potrebbe creare un brutto precedente: quando diremo agli amici “facciamoci un giro all’anfiteatro”, stando a questo ragionamento dovremmo girare a cerchio per ore all’interno del Teatro Mediterraneo, perché “Anfiteatro” e “Arena del mare” sono due cose diverse.
L’argomento è in auge da mesi se non anni, perché in questi due anni non è stato adottato il piano regolatore (bozza elaborata nel maggio 2010) che avrebbe previsto ben altra destinazione per maglia? Scelta politica o inerzia? Temo che entrambe coincidano.
Io non ho mai cambiato maglia. E gli altri? perché farlo proprio sulla maglia 165?».