“Difendere la bellezza”, lettera aperta agli amici del (fu) Circolo Impastato

“Difendere la bellezza”, lettera aperta agli amici del (fu) Circolo Impastato

26 Agosto 2020 0 Di Vincenzo Arena

Vorrei iniziare con un ricordo del 2013 questa lettera aperta agli amici del “fu” Circolo Peppino Impastato (dal loro ultimo comunicato mi è parso di capire, salvo smentite, che il Circolo già da mesi abbia cessato di esistere). Durante le elezioni amministrative di quell’anno, i ragazzi del Circolo furono vittime di alcuni atti intimidatori e scrissi a loro supporto queste parole:

“Tutta la mia vicinanza, il mio sostegno e il mio supporto a Victor Mastrodonato e al Circolo dei valori. Vivo lontano da Bisceglie da qualche anno ma i racconti degli amici e le brevi discese a casa nei weekend mi restituiscono purtroppo della mia città un’atmosfera soffocata dal compromesso morale. In passato ho sempre fatto politica in nome dei valori di legalità e giustizia dei Borsellino, dei Dalla Chiesa, degli Ambrosoli.

Oggi, da giovane precario emigrato – emigrato per poter lavorare senza chiedere il posto al politico di turno – e da giornalista e scrittore indipendente, senza paura posso dire da che parte sto: sto dalla parte di questi ragazzi che hanno tenuto sempre la schiena dritta, che non si piegano alla politica degli interessi personali e delle prebende, sto dalla parte di questi ragazzi che da mesi provano ad affermare con le denunce e la proposta un modo normale di far politica”.

Così scrivevo nel 2013 e, in quelle settimane, ebbi modo di dire a Victor che ero felice del sostegno che stavo rendendo pubblico e che poi – lo confesso – si trasformò in preferenza in cabina elettorale allo stesso Victor, candidato consigliere, e al Circolo che presentò una sua lista alle elezioni. Di più: in quell’occasione ribadì a Victor, facendo una sostanziale autocritica, che nemmeno quando mi ero candidato in prima persona e avevo votato me stesso al Consiglio comunale mi ero sentito così libero di esprimere una preferenza.

Dopo 7 anni sembra cambiato il mondo a Bisceglie e in Italia. Io da circa due anni e mezzo son tornato nella mia città e ho ripreso a far politica attiva avendo incontrato sulla mia strada delle persone eccezionali e con le mani libere come gli amici del Movimento 5 Stelle di Bisceglie. Sono estremamente critico rispetto alla deriva nazionale che il Movimento sta prendendo in questi mesi, ma non nascondo che negli occhi di Enzo Amendolagine, di Pippo Acquaviva, di tanti altri attivisti del Movimento locale ho ritrovato la politica “bella e libera” che avevo respirato nelle stanze di quella che Victor, Giuseppe, Claudio, Martino e tanti altri chiamavano alle origini “la carboneria”.

Vengo al punto. L’amarezza che ho letto nel vostro comunicato è comprensibile. Per chi come voi ha messo in campo per anni battaglie di legalità, trasparenza e ambientalismo son certo che fosse diventato imbarazzante, un peso sullo stomaco, continuare a rimanere nel limbo del sostegno presunto all’Amministrazione dell’inversione a U, altro che della Svolta: l’amministrazione della lottizzazione della maglia 165, delle proroghe milionarie degli appalti, dei regolamenti “all’acqua di rose” per gli incarichi legali, della trasparenza amministrativa ridotta al lumicino, delle spartizioni degli incarichi di sottogoverno da manuale Cencelli, della partecipazione tanto sventolata e quasi mai praticata, del silenzio assordante sulla presenza delle mafie sul nostro territorio. Da una coalizione così variopinta e con i conflitti di interesse in pancia potevate aspettarvi un esito diverso? Pensavate di poterli davvero controllare da vicino questi “giovani vecchi”?

Ora è giunto il momento di un appello a gran voce. Mi rivolgo a voi e a tutte quelle che mi piace chiamare “le forze sane” di questa città. A tutti i giovani, ai non più giovani, ai meno giovani che come noi tentano di tenere la schiena dritta e che hanno le mani libere e immaginano una città in cui si affermi il consumo di suolo zero, un trasporto pubblico diffuso e sostenibile, una vera vocazione turistica, la transizione digitale, la trasparenza negli appalti, la rigenerazione urbana e sociale, le competenze e la fantasia dei talenti, l’antimafia delle azioni, dei gesti e non delle chiacchiere da campagna elettorale.

Cari amici, non disperdiamo le energie! È il momento dell’impegno, lucido e concreto, non del disimpegno amaro. Cominciamo insieme un percorso di confronto, condivisione, unione in nome di quella che Peppino diceva essere una priorità: “difendere la bellezza”. Io non ci sto a girarmi dall’altra parte, non voglio lasciare questa città in mano ai soliti “giovani vecchi”. Io non ci sto ad abituarmi alle loro facce, non voglio finire a non accorgermi più di niente, prima che sia troppo tardi. Io non ci sto. E voi?

VINCENZO ARENA