Coronavirus, Arena: “Sindaco, l’emergenza non è finita. Faccia funzionare il COC come dovrebbe”

Caro Sindaco, non perdiamo altro tempo. Siamo ancora in piena emergenza Covid. Anzi, direi che guardano ai contagi, i numeri ci restituiscono una situazione allarmante tanto quanto i mesi del lock down.

Lei è la prima autorità sanitaria e di protezione civile in città e non può gestire l’emergenza a intermittenza. Il peggio non è passato, Bisceglie purtroppo non è covid free. Le ribadisco oggi le stesse proposte operative che già le avevo avanzato a fine marzo e che caddero nel vuoto. Spero le vorrà, questa volta, considerare.

Il centro operativo comunale di protezione civile, da lei integrato dopo la prima fase dell’emergenza con ben 4 nuovi membri di cui la cittadinanza vorrebbe conoscere apporto e contributo fornito, non può esser un orpello attivato solo per dimostrare che il sistema locale di protezione civile esista. E le funzioni che lo compongono – i gruppi di funzionari pubblici, esperti, volontari specializzati per ambito di competenza – devono funzionare davvero.

Scrivevo a marzo e le ripropongo ora questi suggerimenti.

1. Riunisca il COC in seduta permanente, in configurazione di piena attività per tutte le funzioni attivate come da disposizioni e indicazioni nazionali (le Misure operative del Dipartimento della protezione civile per la gestione dell’emergenza covid e la conseguente nota operativa congiunta a firma del Capo Dipartimento Borrelli e del Presidente ANCI Decaro) e da modelli operativi standard.

2. Solleciti la piena operatività della funzione Sanità dell’attuale COC al fine di garantire un raccordo costante con le strutture sanitarie locali pubbliche e private. Il referente della funzione sanitaria, Dirigente della ASL/BT, garantisca una relazione efficace con la sua struttura di riferimento e faciliti il flusso informativo da e verso il COC.

3. Le funzioni la supportino, ciascuna per il proprio ambito di competenza, nella proposta, definizione e messa in atto delle azioni di prevenzione, monitoraggio, gestione dell’emergenza e controllo del territorio.

4. Sul fronte del controllo, specie nei pressi delle scuole appena riaperte, serve “tolleranza zero” per chi viola le misure di distanziamento e isolamento sociale.  Coordini e organizzi un’azione di presidio diffuso del territorio che coinvolga anche tutto il sistema locale di protezione civile.

5. Le riunioni del COC siano estese al contributo di tutti i consiglieri comunali, alle rappresentanze sindacali e alle associazioni di categoria del territorio.

6. Estenda le riunioni del COC, anche alla luce degli “Indirizzi operativi nazionali per la gestione delle emergenze”,  a ditte e aziende private (l’Opera Don Uva Universo Salute, il gestore del servizio di igiene urbana, ad esempio) per un presidio e una definizione più consapevole ed efficace delle attività di gestione dell’emergenza.

7. Dia comunicazione – pubblicando anche i verbali di ogni riunione del COC e facendosi supportatare dall’Unità di coordinamento del COC medesimo – delle attività messe in campo dalle funzioni del Centro Operativo Comunale.

8. Garantisca un sempre più efficace rafforzamento delle attività di comunicazione e informazione alla popolazione tramite tutti i canali possibili e possibilmente con cadenza quotidiana.

9. Emani ordinanze contingibili e urgenti per prendere provvedimenti puntuali e stringenti, anche se impopolari.

Queste erano, già a marzo, proposte semplici e derivanti da  modelli operativi banali per chi opera in emergenza e conosce il sistema di protezione civile. Nulla di rivoluzionaro. Azioni che discendono da modelli di gestione standard, che molti Comuni stanno mettendo in pratica proprio attraverso il tentativo di far funzionare correttamente il COC. Non si può attivare il COC solo per azioni di volontariato meritorie, ma che  non sono sufficienti a esaurine il mandato istituzionale.

Il Centro Operativo Comunale è l’unità di crisi, da lei coordinata, deputata alla gestione dell’emergenza in città. Lo faccia funzionare come dovrebbe, caro sindaco, perché l’emergenza in città non è finita.

VINCENZO ARENA

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