Fials su Mascherine FFP3 di dubbia efficacia

Di seguito la lettera che il sindacato Fials ha inviato all’avv. Alessandro Delle Donne, Direttore Generale ASL BAT; al dott. Vito Campanile, Direttore Sanitario ASL BAT;  alla dott.ssa Vincenza Memeo, Direttore A.G.R.U. ASL BAT;   al Dirigente Responsabile S.P.P.A.  ASL BAT; e per conoscenza  al Direttore Medico Ospedale di Barletta ASL BAT e al  Direttore Medico delll’Ospedale di Bisceglie ASL BAT:

Considerato le continue segnalazioni, sollecitazioni, e richieste di intervento da parte del personale sanitario, la FIALS con la presente è a rinnovare la già formulata richiesta inoltrata a mezzo PEC al protocollo generale in data 6/11/2020 relativa alla segnalazione e richiesta di chiarimenti, sulle mascherine FFp3 (a parere della FIALS non idonee) distribuite in queste ultime settimane in tutte le Unità Operative dei Covid Hospital di Bisceglie e Barletta.

 

Si ribadisce che il personale dipendente continua, quotidianamente a prestare servizio soprattutto nelle Unità Operative di rianimazione, terapia intensiva, e sub intensiva dove sono ricoverati pazienti che necessitano di terapia con ossigeno ad alti flussi, costretti ad indossare Mascherine FFP3 contrassegnate quali “No Medical Device” e in assenza del codice numerico che accompagna il marchio CE cosi come stabilito nel regolamento UE 425/2016, quindi di dubbia provenienza ed efficacia.

 

Il predetto personale da due settimane, e cioè da quando le farmacie ospedaliere hanno distribuito questo tipo di mascherine FFP3 etichettate quali “no medical device” e non fidandosi che le stesse siano utili a prevenire forme di contagio, per assicurarsi adeguata protezione è costretto ad usare una doppia mascherina sovrapposta con le evidenti difficoltà di scarsissima respirazione.

 

Purtroppo i casi di positività al virus SARS-Cov2 degli operatori sanitari (di cui alcuni ricoverati) della ASL BAT continuano a crescere quotidianamente destando seria preoccupazione.

 

Verrebbe da dire che le guerre non si combattono con le armi giocattolo, motivo per cui la FIALS evidenzia nuovamente i dubbi relativi alla idoneità delle predette mascherine a tutelare la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro del personale dipendente.

 

L’attuale grave emergenza pandemica a nostro avviso, deve orientare invece a garantire a tutte le UU.OO. della ASL BAT forniture costanti di DPI adeguati, affidabili e certificati.

 

Per quanto sopra esposto, a giudizio della scrivente per tutelare realmente il personale dipendente è necessario urgentemente fare due cose: predisporre un nuovo protocollo aumentando i livelli di protezione nonché adoperarsi seriamente per avere D.P.I. in quantità adeguate e di qualità, con riferimenti a norme tecniche considerate per la certificazione della conformità.

 

Come ultima considerazione vorremmo infine sottolineare che questo periodo di pandemia si e dimenticato del tutto l’aspetto motivazionale ed emotivo del personale addetto all’assistenza che in una evidente situazione di enorme sovraccarico di lavoro e di stress ha dovuto e deve preoccuparsi al di sopra di ogni limite accettabile anche di rischiare di ammalarsi.

 

E’ infatti in questo tipo di situazioni che bisogna fare di tutto per ridurre la probabilità che gli operatori della sanità possano contrarre la sindrome da burn-out ed evidentemente la percezione di essere protetti dal rischio di contagio in maniera adeguata e con D.P.I. idonei e sicuri, ritenendo che questo sia punto di partenza per andare nella giusta direzione.

 

Per quanto sopra esposto la FIALS con la presente chiede alle SS.LL di ottenere copia della certificazione di conformità sull’efficacia e la sicurezza all’uso delle Mascherine FFP3 marca Jun Yue no medical device (DISPOSITIVO NON MEDICO) di produzione cinese, ritenendo che qualora non pervenga si debba procedere al ritiro immediato delle stesse dalle UU.OO. dei Covid Hospital di Bisceglie e Barletta provvedendo alla loro sostituzione con mascherine FFP3 munite di apposita certificazione.

 

In assenza di immediato cenno riscontro saremo costretti, nostro malgrado, a proclamare lo stato di agitazione del personale dipendente nonché a segnalare la circostanza alle competenti autorità.

 

 

la Segreteria

Angelo Somma – Sergio Di Liddo

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