Natale: con zona rossa in Puglia trionfano i dolci fatti in casa

Con la Puglia in zona rossa per le feste, in oltre la metà delle famiglie (52%) si preparano in casa i dolci tipici del Natale, per sfruttare il maggior tempo da trascorrere tra le mura domestiche e garantirsi comunque a tavola l’atmosfera della festa con prodotti genuini nel rispetto della tradizione. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa in occasione del lockdown delle Feste con la sfilata dei dolci regionali del Natale  dove i cuochi contadini svelano i segreti della cucina per i dolci locali ed è anche possibile fare acquisti last minute per regalare a se stessi o agli altri prodotti agroalimentari da mettere sotto l’albero o portare a tavola.

Dal Gargano al Salento i dolci radicati sul territorio sono tanti dalle cartellate baresi al vincotto, alla variante salentina con il miele, i purceddhuzzi con miele e mandorle, le ostie di Monte Sant’Angelo, il biscotto cegliese, gli amaretti e le nuvolette di mandorla, le paste secche, si tratta spesso di specialità le cui ricette sono tramandate da generazioni e rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale della regione. In grande spolvero i cantucci alle mandorle atterrate, le castagnedde ai torroncini fino alla pasta reale rigorosamente a base di mandorle, i dolci della tradizione regionale non possono mancare sulle tavole di Natale dei pugliesi -afferma Coldiretti Puglia – con il panettone all’extravergine che batte il pandoro 3 a 1, ma è boom di dolci storici della tradizione pugliese immancabili sulle tavole per pranzi e cenoni di Natale e Capodanno, con le massaie pugliesi ‘intervistate’ che passeranno non meno di 2 ore in cucina per poterli fare in casa. Le cartellate al vincotto sono tradizionali un po’ in tutta la Puglia. Il nome potrebbe derivare da carta, incartellate, cioè sinonimo di incartocciate, secondo la loro tipica forma arabesca. Le cartellate al vincotto, cartedda’te in dialetto, sono un tipico dolce pugliese che si prepara per Natale: una ricetta della tradizione che trionfa su tutte le tavole della regione. Un impasto semplice a base di olio, vino bianco e farina a cui dare la forma di rosette: basterà poi friggerle e passarle nel vincotto, prima di servirle.

Le “mandorle atterrate” hanno un nome sulla cui origine si sono sprecati fiumi d’inchiostro senza venirne a capo; “atterrate” per la loro forma, o “atterrate” per il colore scuro, che ricorda la terra. Vengono preparate spesso nelle case, in quanto si tratta di una ricetta molto semplice; in primo luogo si devono sbollentare le mandorle e quindi farle tostare in forno una volta tostate si passano su una glassa di zucchero caramellato, girandole con un cucchiaino per uniformarne la copertura. I Purceddhuzzi o Purcidhuzzi sono un tipico dolce salentino di origine antichissima, riconducibile ai tempi del Medioevo, che viene preparato secondo l’antica ricetta, piccoli bocconcini di pasta fritti e poi ricoperti di miele e confettini colorati. Le ostie piene di Monte Sant’Angelo sono un composto altamente calorico, a base di mandorle con un pizzico di cannella .La tradizione vuole che questo dolce tipico sia nato per caso durante la preparazione delle ostie sacre, in un convento di monache di Monte Sant’Angelo, il monastero della S. Trinità delle Monache dell’Ordine di S. Chiara. Infine, ma solo per per non farla lunga e sapendo che l’elenco potrebbe continuare a lungo, c’è il biscotto cegliese è un dolce della della tradizione contadina tipico di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi. E’ un dolce a base di mandorle tostate con ripieno di marmellata che puo’ variare nel gusto: ciliegia, amarena, uva o fichi; si aggiunge una leggera fragranza di limone e caffé ed una copertura di una glassa chiamata gileppo.

 

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