Governo Draghi, Veneziani: “Centrodestra diversifichi posizioni ma mantenga salda alleanza”

“La situazione è così grave, veniamo da un governo così scadente che Draghi comunque oggi è una soluzione necessaria”. A dirlo è il biscegliese Marcello Veneziani, che fa alcune valutazioni sulla ‘spaccatura’ nel centrodestra rispetto alla posizione da assumere nei confronti del nuovo esecutivo. “Io credo che il centrodestra stia facendo bene, sia ad appoggiare il governo con Salvini e Berlusconi, sia ad astenersi con la Meloni -dice il giornalista- Rispondono a due esigenze reali: da una parte quella di dare finalmente un governo serio dopo una pagliacciata durata troppo tempo, e dall’altra parte quella di rappresentare il disorientamento degli elettori per un governo che comunque sarà un governo di unità nazionale”.

“Credo che sia giusto differenziare le posizioni in modo da coprire l’arco delle possibilità politiche da parte del centro destra -spiega Veneziani- L’importante è mantenere salda quell’alleanza, come è già accaduto quando Salvini si è alleato coi grillini e poi è tornato nel centrodestra”. Il giornalista si dice poi “fiducioso, ma al tempo stesso preoccupato all’idea di immettere dei politici. Se deve essere un governo di garanzia e se non deve creare risse, deve essere un governo in cui non ci sono rappresentanti politici. Deve essere un momento di sospensione dalla politica, di interruzione. Anche perché quello sarebbe un’ammucchiata insopportabile. Meglio accettare un periodo di garanzia, sostenere questo governo, lasciare che sia il più possibile neutrale su alcuni temi ‘sensibili’ e che faccia la sua politica di ricostruzione, economica, di rilancio. Mi sembra l’unica cosa ragionevole”.

Anche se, su Mario Draghi, non mancano le perplessità. “Io stesso pubblicai degli articoli su quella svendita dell’Italia sullo yacht Britannia, nel ’92 -dice Veneziani- e ho delle riserve sugli uomini che vengono dalla finanza. Devo dire che Draghi però come governatore della Banca d’Europa ha dato sostegno anche al nostro paese, ed è stato un personaggio tutto sommato positivo. E comunque, non possiamo giudicare i tecnici solo sulla base della presidenza Monti, che è stata negativa”. Per concludere, “bisogna non illudersi, non pensare che sia arrivato il salvatore della patria, ma al tempo stesso vivere un momento di serietà dopo un periodo in cui era veramente scaduta la politica e la credibilità a livelli bassissimi”.

 

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