Riapertura ristoratori, Unibat in disaccordo con le linee guida dettate da Confcommercio e Confesercenti

La riapertura in sicurezza nelle linee guida destinate a bar e ristoranti proposte da Confcommercio e da Confesercenti, formulate in un incontro tenutosi alla Prefettura lo scorso venerdì 29 gennaio come riportato da alcuni organi di informazione, suscitano una dura polemica soprattutto per i maggiori costi che esse comporterebbero per le imprese di settore. Un incontro contestato dai dirigenti dell’Associazione Unibat il cui Presidente Savino Montaruli ha dichiarato: “è incredibile che la Prefettura continui ad interloquire con sole due Associazioni, Confcommercio e Confesercenti, la cui reale rappresentatività spero sia stata dimostrata al Prefetto visto che le norme della Camera di Commercio prevedono espressamente come tale rappresentanza vada quantificata in termini di obbligazioni per gli aderenti, soprattutto economiche.

A parte questa che non è per nulla una sottigliezza visto che la realtà è ben differente da quella che appare o che qualcuno millanta, prendiamo apertamente le distanze da quanto sarebbe emerso da tale incontro al quale oltre ai suddetti rappresentanti di quelle associazioni, che peraltro non sono neppure i legali rappresentanti, avrebbe partecipato anche la delegata del Prefetto dott.ssa Grandolfo la quale credo non si sia resa conto che dal tavolo in Prefettura erano state illegittimamente escluse le altre Associazioni di Rappresentanza delle Imprese che, peraltro, sono proprio quelle che non sono in alcuna posizione di conflitto d’interesse così come anche gli altri soggetti seduti al prestigioso tavolo cioè coloro che hanno rappresentato il Dipartimento di Prevenzione e Sicurezza negli Ambianti di Lavoro della Asl Bat pare non siano stati informati che il mondo della Rappresentanza non finisce alla lettera C dell’alfabeto. Nel merito di quanto oggetto della discussione cioè l’emanazione delle Linee Guida utili alla riapertura in sicurezza delle attività di somministrazione di alimenti e bevande in periodi di diversa colorazione sarei molti curioso di sapere da dove nasca questa “esigenza” visto che tali linee guida già esistono, da tempo, e sono quelle che già garantiscono il rispetto delle misure precauzionali previste per legge.

Non so se trattasi dell’introduzione di nuovi e costosi adempimenti a carico delle Imprese del Settore, sta di fatto che nessuno è titolato ad introdurre tali nuovi e costosi adempimenti né tantomeno le due Conf comodamente sedute al tavolo. A proposito di tavolo la presente viene inviata ai referenti istituzionali proprio perché non vengano deviati e si rendano conto che se tavolo di lavoro deve esserci quel tavolo non può essere “riservato, esclusivo ed escludente” perché sarebbe illegittimo. Ad oggi prendiamo nettamente le distanze, con tutte le riserve di legge, da decisioni che investono le Categorie come l’introduzione di adempimenti non previsti e persino vessatori oltre che costosi, come dichiarato dal dott. Bellino, presente all’incontro, il quale ha definito complesse e persino non percorribili le proposte delle due Conf  così come ha giudicato costosa la strada di far effettuare i tamponi al medico aziendale a spese dell’azienda. Se non fosse drammatico sarebbe perlomeno ridicolo che si discuta di tali misure in camera caritatis, senza nessun coinvolgimento delle parti sociali e dimenticando, spero senza pregiudizio o peggio qualche ulteriore ignota finalità, che le misure già esistono e consentono la ripartenza immediata delle attività nel rispetto delle linee guida già scritte ed operative quindi il distanziamento sociale, la calendarizzazione degli ingressi, l’areazione dei locali ed altro. Confcommercio e Confesercenti, piuttosto, si concentrino sulla definizione del nostro territorio perlomeno quale zona gialla visto che sono gli interlocutori polisindacali privilegiati dalla Regione Puglia così come si impegnino a mettere un freno ai ritardi accumulati nell’erogazione dei 20 milioni di euro a favore dei ristoratori, trasferiti dalla Regione alle loro Camere di Commercio che ne hanno firmato il Protocollo di Gestione, salvo poi prenderne le distanze per i ritardi accumulati.

Una bolgia in cui a farne le spese sono gli operatori inconsapevoli che subiscono senza avere la possibilità di essere ascoltati da quelle istituzioni tutte chiuse in se stesse e lontane dalla realtà. In quanto al costituente Gruppo Tecnico di Lavoro composto da Medici ed esperti di medicina del lavoro nominati da ASL BAT che avrebbe il compito di produrre una bozza di Documento contenente le Linee Guida indispensabili alla riapertura in sicurezza delle attività commerciali, da sottoporre alla approvazione definitiva del Tavolo presieduto dal Prefetto, invitiamo le suddette Autorità a convocare anche la scrivente Associazione e tutte le altre del territorio che siano regolarmente costituite e persino iscritte all’Albo comunale della propria sede sociale, come avviene dappertutto e come prescrive la Costituzione Italiana che siamo certi perlomeno S.E. il Prefetto della Provincia Barletta Andria Trani, come avviene altrove, voglia attuare senza remore e soprattutto senza pregiudizio o peggio condizionamenti” – ha concluso duramente l’attivissimo sindacalista Montaruli di Unibat – Unionecommercio UniPuglia.

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