Legge di Bilancio 2021, Fp Cgil Bat: “Gli assistenti sociali vanno stabilizzati”

La Legge di Bilancio 2021 offre un’importante misura in materia di personale sul fronte del rafforzamento delle politiche sociali, grazie anche alla grande battaglia della Fp Cgil nazionale. La Fp Cgil Bat sollecita l’assunzione e la stabilizzazione degli assistenti sociali che operano instancabilmente anche su questo territorio.

“Siamo pronti ad attivarci presso gli ambiti sociali territoriali della nostra Provincia e presso i dieci Comuni che ne fanno parte per far sì che ogni amministrazione attivi tempestivamente i processi di stabilizzazione e di assunzione di assistenti sociali. La pandemia ha messo drammaticamente in luce le tante fragilità non solo individuali, ma collettive e gli assistenti sociali, con il loro importante ruolo, sono chiamati a essere parte attiva e generativa in un quadro fortemente instabile e con sviluppi incerti”, osservano Roberto Cannone e Ileana Remini, coordinatore Funzioni locali e segretaria generale della Fp Cgil Bat.

“La Legge di Bilancio rappresenta un’importante opportunità, prevedendo un potenziamento del sistema dei servizi sociali comunali che rafforza contestualmente gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà nella prospettiva del raggiungimento di un livello essenziale delle prestazioni e dei servizi sociali definendo precisi rapporti tra assistenti sociali e popolazione residente. Il ministero del Lavoro in una nota del 4 febbraio scorso ha chiarito che i fondi stanziati nella legge di bilancio 2021 per l’assunzione di assistenti sociali ad opera degli enti locali non vanno considerati come un contributo una-tantum per l’anno corrente ma come un finanziamento stabile a copertura dei costi per ogni assistente sociale assunto a tempo indeterminato. La norma in questione, infatti, prevede il potenziamento del sistema dei servizi sociali comunali, gestiti in forma singola o associata, al fine di assicurare il raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni. In particolare è previsto un contributo di 40.000 euro annui per ogni assistente sociale assunto a tempo indeterminato fino al raggiungimento del rapporto da 1 a 5.000”, ricostruiscono dal sindacato.

 

Fino al 31 dicembre 2023, le amministrazioni possono indire procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al 50 per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale con qualifica di assistente sociale che possieda tutti i requisiti (all’art. 20, comma 2, del D. Lgs. n. 75 del 2017, la cosiddetta norma Madia) e ciò anche in deroga ai vincoli di contenimento della spesa di personale. “Dopo anni di precariato, gli ambiti sociali e i Comuni potranno assumere a tempo indeterminato o stabilizzare quegli assistenti sociali che sono stati impiegati nel corso degli anni per il contrasto alla povertà. Un investimento sul servizio pubblico e su un sistema integrato di salute sul quale abbiamo sempre creduto e per la cui attuazione continueremo, come Fp Cgil, a confrontarci con le amministrazioni al fianco di questi lavoratori. Con questa norma il legislatore si propone di rafforzare gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà, il segretariato sociale, il servizio sociale professionale, i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione; il sostegno socio-educativo domiciliare o territoriale; l’assistenza domiciliare socio-assistenziale e i servizi di prossimità; il sostegno alla genitorialità e il servizio di mediazione familiare; il servizio di mediazione culturale; il servizio di pronto intervento sociale. Siamo quindi davanti ad un’opportunità storica per il territorio e per gli ambiti socio territoriali di incrementare l’occupazione e al contempo di incrementare il livello qualitativo e quantitativo dei servizi sociali, di cui c’è un grande bisogno in un contesto caratterizzato, come in ogni sede evidenziamo, da criticità demografiche, di invecchiamento della popolazione, solitudine e fragilità, dipendenze di varia natura. A questa opportunità e possibilità di avviare un forte investimento sul servizio pubblico e sulla riappropriazione della funzione pubblica di tutela del territorio ciascun Comune non può e non deve restare inerme e su questo come Funzione pubblica Cgil vigileremo costantemente sull’operato delle Amministrazioni”, concludono Remini e Cannone.

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