8 marzo, Cgil Bat: “E donna sia… anche in pandemia”

L’8 marzo, nella giornata internazionale della donna, si terrà un incontro in diretta streaming promosso dalla Cgil Bat sul ruolo della figura femminile in pandemia, dalla scuola alla sanità, passando per le istituzioni e in generale attraversando l’intero mondo del lavoro declinato al femminile. “E donna sia… anche in pandemia” è il nome dell’iniziativa delle donne della Cgil e delle diverse categorie, che si terrà lunedì, 8 marzo, alle ore 17.00 in diretta sulla pagina Facebook della Flc Cgil Bat (https://www.facebook.com/flcgilbat).

Parteciperanno: la senatrice Assuntela Messina, sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, la dott.ssa Carmen Bruno, neurochirurgo dell’ospedale Lorenzo Bonomo, la coordinatrice del centro antiviolenza Natascia Moschetta, Ketty Diana, attivista “Non una di meno” Bat, Laura Liegi, segretaria Fisac Cgil Bat e Ileana Remini, segretaria generale Fp Cgil Bat. Apre l’incontro la segretaria generale della Flc Cgil Bat, Angela Dell’Olio, la categoria della scuola da cui l’iniziativa è partita. Le conclusioni saranno affidate a Dora Lacerenza, segretaria Cgil Bat. Modera la giornalista Floriana Tolve.

“Il momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha determinato una crisi senza precedenti sul versante economico e sociale producendo un profondo cambiamento delle nostre abitudini, dei nostri comportamenti, del nostro modo di vivere. È inutile dire che quelle che erano le crepe del nostro tessuto sociale si sono trasformate in profonde voragini che richiedono una strategia di interventi in cui lavoro e solidarietà siano gli architravi fondamentali per ricostruire il nostro Paese. La scuola, la sanità, il mondo del lavoro tutto hanno avuto non poche ripercussioni da questo stato pandemico perché scarsi e inefficaci sono stati gli interventi governativi che invece avrebbero dovuto proteggere con un rinnovato welfare il lavoro, garantire la salute e l’istruzione sempre e a tutti, combattere le disuguaglianze ed aumentare l’inclusione sociale. Su questui temi rifletteremo lunedì in un incontro in cui è necessario sottolineare quanto la donna anche in pandemia continui a lottare in prima linea in ogni settore lavorativo e nel sociale, dimostrando competenze e capacità che ancora oggi, nonostante le numerose lotte di parità di genere, non vengono riconosciute. Mi piace citare a tal proposito William Shakespeare, versi che amo particolarmente: per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo in piedi, Signori, davanti ad una Donna”, spiega Angela Dell’Olio.

“Purtroppo non possiamo che puntare i riflettori sulla condizione femminile in questo periodo di emergenza sanitaria. È innegabile la scarsa considerazione che ancora si ha delle donne e soprattutto la mancanza di politiche per la famiglia che con scuole chiuse e figli a casa sono state evidenti a tutti: sono tantissime le donne che in questi mesi hanno dovuto sacrificare il loro lavoro perché la pandemia le ha lasciate senza aiuto. Solo un cambio di marca nella cultura collettiva può cambiare le cose e soprattutto fermare la recrudescenza della violenza di genere che in quest’ultimo periodo è cresciuta a dismisura. Anche il lockdown ha fatto la sua parte. Preoccupa il precariato femminile confermato dagli ultimi dati Istat sull’occupazione che registrano la perdita a dicembre di 101 mila posti di lavoro, 99 mila dei quali erano occupati da donne. La pandemia ha semplicemente amplificato o dimostrato le disuguaglianze esistenti, vale a dire che il lavoro femminile è più precario, a termine, spesso marginalizzato. Sono tanti i temi su cui possiamo ancora riflettere e lo faremo l’8 marzo sia sul fronte occupazionale e contrattuale, rispetto ai settori più colpiti dalla crisi ma anche la legge sull’aborto che qualcuno tenta ancora oggi di mettere in discussione. In sostanza continuando a non dare priorità ai diritti delle donne si rischia un arretramento culturale della società. Da parte della Cgil l’impegno è costante affinché ciò non accada e lunedì lo ribadiremo nell’iniziativa che è abbiamo organizzato”, conclude Dora Lacerenza.

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