“Lavoro e Dignità – Bisceglie”: troppa gente senza casa, troppe case senza gente

Il 22 dicembre 2020 il Sindaco Angarano annunciava alla città la consegna di circa 20 alloggi di edilizia residenziale pubblica nel centro storico di Bisceglie. Contestualmente comunicava anche l’intenzione dell’Amministrazione di non fermarsi qui e di procedere con la realizzazione e la consegna di ulteriori 40 alloggi di edilizia sociale ed edilizia residenziale pubblica attraverso l’attuazione dei piani Pirp e Pruacs.
In tutto quindi 60 alloggi circa, nella migliore delle ipotesi, ed entro un tempo non definito.

Dall’ultima graduatoria definitiva approvata dal Comune di Bisceglie risulta che le persone/famiglie “aventi diritto” a un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica sono 224. Svolgendo un semplice calcolo, si evince come, nella migliore delle ipotesi, circa 164 persone/famiglie, pur avendo i requisiti previsti dalla legge, non potranno accedere a un alloggio popolare. Nei giorni da poco trascorsi abbiamo letto le dichiarazioni rilasciate dai membri dell’Amministrazione riguardanti le azioni di sgombero di abitazioni occupate abusivamente e, purtroppo, abbiamo anche assistito a servizi televisivi che hanno mostrato ulteriori situazioni critiche.

Noi non possiamo che dirci assolutamente soddisfatti dell’azione di ripristino della legalità in favore dei legittimi assegnatari degli alloggi occupati abusivamente da altri. Ora però bisognerebbe ripristinare la legalità anche nei confronti di tutte le altre persone/famiglie che non vedono ancora soddisfatto il proprio diritto alla casa, garantito dalla Costituzione Italiana e dall’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Pare piuttosto evidente, pertanto, che le misure messe in campo sinora dall’Amministrazione per fronteggiare la questione abitativa cittadina siano ampiamente insufficienti. E, d’altro canto, non ci
interessa granché sapere quanto abbiano fatto o quanto non abbiano fatto le precedenti Amministrazioni a riguardo, semplicemente perché non sarebbe in ogni caso una scusante. A parte eventuali  finanziamenti europei, statali e regionali che andrebbero in ogni caso reperiti e, talvolta, sollecitati nelle sedi opportune e con le dovute azioni politiche, i soldi si possono e si devono trovare nel bilancio comunale.

A Bisceglie ci sono tantissime case vuote, sfitte o in vendita. Basta fare una passeggiata per le strade di ogni quartiere o visitare i siti internet delle agenzie immobiliari per accorgersene. L’Amministrazione metta a disposizione tutte le risorse necessarie per acquistare o recuperare ulteriori abitazioni da destinare a edilizia residenziale pubblica, per finanziare in modo adeguato il fondo per il contributo morosità incolpevole e per la creazione di un fondo da destinare a garanzia dei crediti dei proprietari di case affittate a persone bisognose. Noi chiediamo che venga impegnato almeno 1 milione di euro dal bilancio comunale per tale scopo. Il Sindaco Angarano nel 2016, dai banchi dell’opposizione, definiva l’emergenza abitativa come “una priorità assoluta poiché la mancanza di una casa impedisce la formazione di famiglie, crea situazioni di degrado sociale assoluto e favorisce il mercato nero”. Adesso è il momento di agire. È il momento di fare molto di più per soddisfare un diritto fondamentale largamente disatteso e per evitare che si inneschi l’ennesima guerra fra poveri.

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