Maniere forti contro i sanitari pugliesi che non vogliono vaccinarsi: 5mila euro di multa

In Puglia gli operatori della Sanità che rifiutano il vaccino anti covid rischiano grosso: trasferimento, provvedimento disciplinare e sanzioni fino a 5mila euro. E’ la linea dura voluta con forza da Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione della Puglia, con una legge approvata da poco. “La legge – spiega il consigliere – estende anche al vaccino anti-covid le norme già vigenti in Puglia per quanto riguarda l’obbligo vaccinale degli operatori sanitari. Una decisione che prendemmo nel 2017 che poi venne impugnata dallo Stato ma fu la Consulta a darci ragione con una sentenza che vide come relatrice proprio l’attuale ministro Marta Cartabia. A chi sostiene l’incostituzionalità di misure come queste da prendere a livello nazionale, dico quindi: fatevi spiegare dal ministro della Giustizia come stanno le cose”.

E al Governo che ha allo studio una norma per gli operatori sanitari che rifiutano il vaccino, Amati, avvocato, raccomanda: “Non deve essere soft. Se prevedesse solo il trasferimento, ad esempio, potrebbe diventare addirittura un premio. Come dire: dalla corsia alla scrivania. E magari a qualcuno potrebbe venire in mente di rifiutarsi proprio per venire via dai reparti in prima linea, più a rischio e più impegnativi sotto il profilo del lavoro”. Al contrario, afferma, “c’è bisogno di rendere le sanzioni sempre più dure. E di carattere patrimoniale: qualunque obbligo si può codificare ma senza una sanzione in caso di non ottemperanza rimane tutto sulla carta. Invece noi abbiamo il problema di togliere dalle corsie medici e infermieri non vax perchè possono trasmettere la malattia”. Insomma non si possono avere in mano armi spuntate. Ma la legge regionale che oggi riguarda solo gli operatori sanitari un domani potrebbe essere applicata a tutta la popolazione? “No. La Regione – spiega – non può sic et simpliciter estendere la legge alla popolazione. Però a determinate categorie professionali sì. E’ quello che abbiamo fatto, appunto, con il personale sanitario”.

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