Mafie, Nitti: «La Bat prima in Italia per furti d’auto, al terzo posto per omicidi volontari»

La provincia di Barletta-Andria-Trani è prima in Italia per furti di auto, prima in Puglia e al terzo posto in Italia per omicidi volontari e al quarto per i tentati omicidi. È tra le prime dieci province italiane per rapine in abitazioni, estorsioni, furti, il riciclaggio e il reimpiego di danaro, gli incendi e lo spaccio di stupefacenti. È quanto si legge nella relazione sulla situazione criminale del territorio firmata dal procuratore capo di Trani, Renato Nitti, dove si evidenzia che esiste “in questo territorio un singolare triangolo maledetto in cui portavalori, tir e camion sono inghiottiti dalla azione militare e repentina di autentici commando”. Non mancano furti agli sportelli bancomat e incendio dei veicoli parcheggiati in strada. Critica é anche la situazione nelle campagne in cui agricoltori e allevatori sono vittime di raid in azienda in cui agiscono gruppi armati per portare via il bestiame, di furti e rapine di mezzi agricoli, di impianti irrigui e di “richieste estorsive con danneggiamento e tagli di colture o incendi appiccati nelle aree” per “creare uno stato di paura e soggezione nelle popolazioni rurali che ancora rendono alla Murgia una presenza umana e sostengono l’attività della pastorizia classica”, sottolinea Nitti che definisce l’area a nord di Bari una “provincia depredata” ovvero “fortemente esposta alla infiltrazione criminale” che la rendono tra le ultime in Italia per qualità della vita. Sono “dilaganti” anche i reati di impresa, quelli contro il lavoro, la pubblica amministrazione e l’ambiente. Nonostante tutto, la Bat “nell’agenda nazionale delle emergenze criminali semplicemente non esiste”, specifica il procuratore convinto che “la sottovalutazione” della situazione criminale “si può cercare nella difficoltà della lettura del fenomeno criminale che non si presta a facili schemi: non si tratta di un territorio povero nè dominato da una singola articolata associazione mafiosa” perché “agiscono mafie diverse, attratte peraltro da un tessuto economico potenzialmente vivace” come confermato dalle sentenze di condanna per associazione di stampo mafioso “sentenze che sono anche il risultato dell’impegno investigativo della Dda di Bari nel corso degli anni”.

Per Nitti “altre sentenze attestano che le mafie baresi allungano i propri tentacoli sul territorio di Molfetta, Trani, Terlizzi e altri comuni” mentre “i rapporti con la criminalità foggiana, sanseverese e cerignolana risultano da indagini e sentenze”. Gruppi criminali che convivono “con la criminalità straniera, in particolare albanese” e con i limitrofi, uniti da “singoli affari più o meno complessi o duraturi”. “Le mafie che operano nella Bat in particolare a Trani, Barletta, Andria, Canosa, Bisceglie, portano alle estreme conseguenze la connotazione lucrativa e levantina delle mafie baresi”, si legge nella relazione in cui emerge l’aggressività delle mafie “verso i patrimoni dei cittadini del tutto straordinaria e il tessuto economico imprenditoriale” che “è sì particolarmente attivo ma e’ al tempo stesso fortemente percorso da spinte interne verso comportamenti illegali che generano un autonomo montante criminale – in tema di reati fallimentari, tributari e societari – decisamente preoccupante e soltanto in parte registrato dalla statistica giudiziaria”.

 

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