PdAM sul 75esimo anniversario della Repubblica Italiana

Quest’anno ricorre il 75° anniversario della repubblica italiana, nata dai brogli elettorali. Non vogliamo certo ripercorrere le note vicende che portarono ad alterare il voto popolare, vogliamo piuttosto riflettere su quanti danni abbia fatto la repubblica alla nostra povera Italia in questi 75 anni. Disse Crispi: “La Monarchia ci unisce, la repubblica ci dividerebbe”. Lui, che era mazziniano, garibaldino, repubblicano di formazione, capì che un sovrano è super partes, un presidente è uomo che lavora per la propria fazione. Qualcuno sostiene che la repubblica è un’istituzione democratica, talmente democratica che dopo il Conte bis ora abbiamo il governo Draghi, governi non eletti dal popolo, ma nati nel chiuso delle stanze del potere. I politici di questa repubblica non sono diversi dagli illuministi che pontificavano: “Tutto per il popolo, ma niente in mano al popolo”. Il Regno d’Italia era una potenza, la repubblica italiana non conta nulla. La Turchia sta riprendendo il controllo geopolitico della Libia, che, nonostante la perdita delle colonie, era ancora zona di interesse italiano fino a pochi anni fa. Lo stivale è diventato punto di approdo dei cosiddetti migranti e il governo repubblicano non sa o forse piuttosto non vuole difendere i nostri confini e così andremo incontro ad un meticciato culturale che cancellerà le nostre radici romane e cristiane. La repubblica ha svenduto i “gioielli di famiglia”, ha fatto delle Poste una SPA, ha privatizzato le autostrade, ha ceduto a privati, cioè ad interessi particolari, ciò che doveva restare pubblico. Invito tutti a leggere il libro la crociera del Britannia per capire meglio. Si parla anche di Draghi, il “fenomeno” del momento. Dalle mie parti esiste un proverbio che recita: “Povera Italia senza Re!” E’ proprio vero.

Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia
Addetto relazioni internazionali PdAM

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