Diritti in marineria, la Flai Cgil torna a incontrare i pescatori

Dopo il lungo lockdown, l’allentamento delle restrizioni ha portato allo sblocco di tanti settori, tra cui anche quello della ristorazione. Anche il comparto pesca deve riprendere la sua piena attività, seppure per poco perché la prossima pubblicazione del decreto ministeriale per il fermo pesca 2021 (manca ancora la firma da parte del Ministro) segnerà un nuovo stop obbligatorio che per le marinerie di questa provincia dovrebbe partire tra poco più di un mese. Ma in questo lasso di tempo è necessario non perdere tempo e rimettersi al lavoro. Ed è ciò che accade nella Bat, dove i rappresentanti della Flai, andranno ad incontrare i pescatori nelle marinerie del territorio per discutere con loro alcuni temi molto importanti come le malattie professionali, i fondi integrativi sanitari previsti per il settore, la salute e sicurezza.

Nonostante le difficoltà, anche quest’anno – spiega Dora Lacerenza, segreteria della Flai Cgil Bat – ci recheremo in tutte le marinerie per incontrare i lavoratori vicino al loro luogo di lavoro e cioè il mare, ascoltare i loro problemi e spiegare le nostre proposte in tema di diritti, tutele e sicurezza. Cercheremo di sensibilizzare tutti i pescatori sul tema dell’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione per tenere alta l’attenzione su un argomento importante per il settore come quello della sicurezza in mare”.

Il nostro obiettivo è quello di tenere costantemente i riflettori accesi su un settore che non a caso definiamo ‘alla deriva’ perché necessita al pari di tutti gli altri di attenzione a partire, per esempio, da un ammortizzatore sociale strutturato. A questi lavoratori vanno garantite prospettive future affinché il settore non sia abbandonato da tutti. Così come anche le imprese di pesca hanno bisogno di certezze altrimenti il settore rischia di essere sempre meno attrattivo agli occhi delle nuove generazioni”, conclude Gaetano Riglietti, segretario generale Flai Cgil Bat.

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