Galizia (M5S): «Potenziare le tutele in materia di salute e sicurezza sul lavoro»

La triste e drammatica vicenda di Camara Fantamadi ci consente di cogliere un importante momento di riflessione su quelle che sono le lacune da colmare in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Sulla questione è intervenuta la parlamentare Francesca Galizia, che dichiara:
“Le aziende a volte tenderebbero a trascurare la sicurezza dei propri lavoratori in favore di una percezione di maggiore resa produttiva. Rispettare le normative sulla sicurezza e salute dei lavoratori e allo stesso tempo ottimizzare la produttività sono due concetti che possono e devono essere entrambi prioritari per un’azienda. Occorre mettere i dipendenti nelle condizioni di sicurezza perché possano essere produttivi: una scarsa alleanza tra sicurezza e produttività influisce indubbiamente negativamente sulla vita di un realtà aziendale e sulla collettività”.

“Da tempo – prosegue la Deputata – l’erosione dei diritti sul lavoro ha reso i lavoratori molto più vulnerabili, soprattutto sul piano della sicurezza, troppo spesso vista come una spesa, con morti ed infortuni sul lavoro che continuano ad aumentare di giorno in giorno.
Il comparto agricolo e, dunque, il lavoro nei campi in particolare figura come ambito nel quale si registra una percentuale sempre molto sostenuta di infortuni e decessi, anche a causa di fattori climatici e ambientali.
A tale riguardo l’ordinanza anticaldo in Puglia andava fatta, ma già da tempo, e va lanciata anche in altre regioni italiane come la nostra, spesso caratterizzata da estati particolarmente torride che rendono alcune attività lavorative svolte all’aperto molto rischiose”.

Torna, dunque, centrale un tema sul quale si è sempre molto dibattuto: i braccianti stranieri sono spesso vittime di vessazioni e sfruttamento, in particolare a causa del fenomeno del caporalato.

“La pratica del caporalato – ricorda l’Onorevole – oltre a causare un mancato gettito contributivo stimato intorno ai 600 milioni di euro all’anno e a finanziare il business delle agromafie, il cui valore ammonta a 4,8 miliardi di euro secondo l’Opr, pone gravi rischi per i braccianti. Gli infortuni sono comuni con il 72% dei lavoratori che presenta malattie che prima della stagionalità non si erano manifestate e sono tragicamente diffuse le morti sul lavoro: secondo un articolo pubblicato sul British Medical Journal (Bmj) nel 2019, nei precedenti sei anni sarebbero morti oltre 1500 lavoratori agricoli, italiani e stranieri.
In molti casi, poi, queste morti sono causate dalle condizioni abitative estreme collegate allo sfruttamento nei campi: sarebbero almeno 100.000 i braccianti stranieri che soffrono di un disagio abitativo e ambientale, spesso vivendo in tendopoli o in casolari dismessi nelle campagne senza accesso né ad acqua corrente né a servizi igienici”.

“È necessario avviare attività finalizzate alla costruzione di una rete di competenze e conoscenze diffusa, per poter potenziare e migliorare le condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nel quadro degli interventi da mettere in campo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori è importante, infatti, valorizzare il ruolo della conoscenza e della prevenzione, educando e sensibilizzando tutti gli attori coinvolti sugli aspetti del lavoro sicuro e sul ruolo fondamentale della collaborazione tra tutte le parti coinvolte, per rendere efficaci le disposizioni normative in materia”, conclude la Galizia.

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