Medici di base incassavano soldi per pazienti morti, Asl Puglia chiede restituzione denaro

Centinaia di pazienti sarebbero rimasti iscritti nelle liste dei medici di famiglia, ma in realtà, nel frattempo, sarebbero morti o trasferiti altrove. La Regione Puglia avrebbe continuato a pagare i medici per questi pazienti, ma adesso le Asl sarebbero pronte a battere cassa chiedendo ai medici la restituzione dei soldi. A sollevare la questione è l’intersindacale medica composta da Cgil medici Puglia, Smi, Snami, Sim e Ugs, che ieri ha inviato un documento al governatore Michele Emiliano, all’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco e ai direttori delle Asl.

L’intersindacale critica le aziende sanitarie alle quali, a loro dire, spetterebbe il compito di aggiornare le liste. “Il problema inerente le liste di pazienti deceduti e/o trasferiti che – scrivono i sindacati – non venendo gestito con perizia, diligenza ed efficienza dalla amministrazione pubblica, si riverbera sui medici di medicina generale i quali subiranno l’ennesimo pregiudizio economico per fatti e colpe imputabili ad altri soggetti.

E’ compito, infatti, delle amministrazioni – sostengono – come riportato nell’accordo collettivo nazionale, la tenuta degli elenchi con la puntuale cancellazione di deceduti e trasferiti in ordine anche ad un eventuale danno erariale per la stessa amministrazione regionale che riceve per queste persone dallo Stato una quota annuale. Tale danno economico si ripercuote, puntualmente, sui medici di famiglia ignari e assolutamente non responsabili di inefficienze amministrative”. I medici sono disponibili a restituire le somme percepite, ma chiedono che il tutto avvenga secondo modalità concordate e non in una unica soluzione. “Pur riservandoci di rivolgerci alle vie legali per il danno subito – si legge nel documento – l’intersindacale medici ha il diritto di sapere e conoscere chi è responsabile di tali omissioni previste dalle norme vigenti, anche eventualmente al fine di richiedere la ripetizione delle ingenti somme che verranno sottratte”.

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