Alla Caritas il giorno di Natale

Che forza quei volontari Caritas affaccendati a preparare i sacchetti col pranzo quasi pronto già prima delle undici!

La sera prima erano rimasti in pochi, le instancabili Andreina e Angela a preparare il pesce per quanti non mangiano carne. Ed ora le vaschette già pronte si allineavano sui tavoli delle sale di RecuperiaAmoci pronte per essere imbustate.

L’organizzazione è di casa in Caritas.

“26 buste da 2 porzioni”: diceva Antonio ed i volontari mettevano le rispettive vaschette e le sistemavano in un angolo della sala.

“4 buste da 7 e 5 da 8 porzioni” annunciava ancora, per le famiglie numerose, Michele e, subito preparate, si ponevano sotto uno dei banconi, pronte per la distribuzione, con il rispettivo foglietto che non avrebbe permesso errori.

E così via, secondo le indicazioni rilevate dall’elenco degli utenti Caritas che giornalmente si affacciano allo sportello Caritas.

Già preparati dal giorno prima, i sacchetti con frutta, bibite e panettoni.

Mancava solo il primo che è arrivato durante la celebrazione della messa, ritirato dai ristoranti ed è stato porzionato per essere inserito nei sacchetti già pronti.

Ma anche all’esterno tutto era già pronto: un volontario distribuiva i numeri per il ritiro in base all’arrivo degli utenti, scrivendo sul biglietto il numero dei componenti della famiglia ed indicando a quale dei due sportelli recarsi: carne o pesce.

Ecco: è questo il clima che si è registrato il giorno di Natale e, dobbiamo ripeterlo per chi non ha mai fatto volontariato in uno dei servizi Caritas, che si registra ogni giorno. Una organizzazione perfetta ma che è simile a quella di una grande famiglia, (circa 30 volontari hanno contribuito alla realizzazione del pranzo di Natale, dai “maturi,” mitico Nardino campione di raccolta alimenti, a Giovanni diciasettenne ultimo arrivato, e ci scusiamo per non averli citati tutti!) in cui si cerca di soddisfare i bisogni di ognuno, e di valorizzarne i talenti.

Ed è uno dei punti espressi da don Gabriele di Paola durante l’omelia della “mensa eucaristica”: “Il Dio che è venuto a stare insieme a noi, è solidale con noi che formiamo tutta una famiglia.” E poi ha aggiunto: “Ognuno ha le sue sofferenze, ma Gesù è la luce che ci illumina la via per uscire dalle difficoltà e ci sostiene”.

Senza sfarzi di luci colorate, di panettoni, di presepi ornati di muschi e batuffoli di neve, la Caritas offre a quanti la pandemia ha reso ancora più grave la situazione di bisogno, un pranzo sereno ed abbondante.

Perciò è doveroso esprimere un ringraziamento profondo e sentito innanzitutto ai volontari che hanno dedicato ore in cucina, che hanno provveduto alla raccolta ed al ritiro del cibo, che hanno porzionato e preparato i sacchetti, che hanno curato la logistica e la sicurezza; ai ristoranti che hanno fornito i primi ed i secondi, Salsello, Casal San Nicola, Pique Nique, trattoria Mergellina, Glam House;   alle aziende, Mastrototaro Food, che ha fornito gli antipasti,  alle macellerie che hanno fornito la carne, da Rino e Verdi Pascoli e poi ai Lions club Bisceglie che con  Loredana  Acquaviva  hanno fornito una buona parte dei panettoni; ai diversi posteggiatori del mercato generale che hanno fornito la frutta. Non ultima all’Amministrazione Comunale che si è impegnata a sostenere le spese per la realizzazione di questo pranzo  completo per circa 400 persone.

Senza di loro la Caritas non potrebbe offrire i suoi servizi.

Ed un grande grazie va anche ai Biscegliesi che hanno donato e che potranno donare con un bonifico sull’IBAN IT71H0306909606100000073287 intestata a Casa della Carità Maria SS. Immacolata.

E’ nella solidarietà che si esprime la vicinanza dell’uomo all’uomo, che si vive l’essenza del Natale.  Un Dio che si è fatto uomo per essere solidale con l’umanità.

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