Rete lavoro agricolo di qualità, Flai Bat: “Immediata ripresa riunioni presso Inps”

Sono diciotto le aziende agricole della provincia di Barletta – Andria – Trani iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità su più di 9mila presenti sul territorio. Il dato pubblicato sul sito dell’Inps è aggiornato al 17 marzo 2022, si tratta di una crescita ma molto modesta se si considera che alla data del 18 giugno 2020 erano otto le aziende iscritte. “Un numero troppo basso – commenta il segretario generale della Flai Cgil Bat, Gaetano Riglietti – se consideriamo il fatto che i requisiti per essere ammessi alla Rete ce li hanno molte di più realtà del nostro territorio”.

“Riteniamo opportuno, per l’esiguo numero di aziende iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità, che le associazioni datoriali di categoria per il ruolo che svolgono possano sollecitare le aziende loro associate affinché aderiscano a questo strumento indispensabile se vogliamo davvero trovare soluzioni contro il sommerso e le illegalità”, dice il segretario generale. “La Rete del lavoro agricolo di qualità è stata istituita presso l’Inps al fine di selezionare imprese agricole e altri soggetti indicati dalla normativa vigente che, su presentazione di apposita istanza, si distinguono per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Uno strumento che serve per trovare soluzioni contro il lavoro nero e lo sfruttamento dei braccianti nelle campagne. Nell’articolo 8 del testo della Legge 199/2016 sulle disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo si prevedeva, appunto, la nascita delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità con sede presso la commissione provinciale di integrazione salariale degli operai agricoli. Della Rete anche nella Bat fanno parte le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali di categoria Flai, Fai e Uila, l’Inps, l’Inail, la Prefettura, l’Ispettorato del lavoro, la Regione e la Provincia”.

“Il nostro appello – conclude Riglietti – va anche alle istituzioni affinché si attuino tutte le strategie possibili per far decollare questo strumento e all’Inps affinché ritorni a convocare le riunioni della Rete ferme da moltissimo tempo”.

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