Bisceglie Über Alles

Il consueto lancio dei cappelli bianchi con la fascetta della manifestazione e fuochi d’artificio, ma solo proiettati sul maxi schermo, chiusura col botto della manifestazione all’insegna della cultura che Sergio Silvestris ha voluto per la sua «Bisceglie che deve cambiare perché merita molto, molto di più». Un successo oltre ogni previsione, quello di questa vera e propria kermesse, con tanto di prosieguo con uno straordinario concerto di Iva Zanicchi e poi il ritorno della spettacolare “cena in bianco” per chiudere con un tocco glamour, e di assoluta eleganza, questo riuscito festival letterario. Una rassegna, in ogni caso, con tutti i limiti di quelle analoghe, vista la contemporaneità degli eventi che, giocoforza, finisce per imporre a chiunque dolorose “scelte della torre” tra autori e libri dislocati tra le vare piazze e location. Dunque un’impresa scegliere, salvo optare per una soluzione draconiana all’insegna dell’ubi maior minor cessat: concentrandosi, per non perderseli, almeno sugli eventi di maggior richiamo, e pertanto ospitati nell’ampia e splendida cornice di Largo Castello, perfetta per poter ospitare un pubblico da grandi eventi. Come hanno plasticamente dimostrato le vere e proprie folle raccoltesi per gli autori più noti, ma anche consiglio pratico rivelatosi quanto mai utile per più di qualche frequentatore di queste rassegne: infatti seguìto alla lettera (ivi compresa una corsa dalle “Vecchie Segherie Mastrototaro”, dove Lino Patruno presentava il suo imperdibile e raccomandato “Imparate dal Sud – Lezioni di sviluppo all’Italia”) un suggerimento che ci è valsa persino un’inattesa telefonata di ringraziamento. Quella da parte di un ora ex draghiano ed “interventista” di ferro, ma restato fulminato sulla via di Damasco dopo aver ascoltato sul palco l’intervento dello scrittore Nicolai Lilin, ormai noto anche al grande pubblico come ospite delle più seguite trasmissioni nazionali per i suoi aggiornati e puntuali contributi sul tema della guerra in corso. Interventi preziosi, i suoi, perché sempre molto misurati ed oggettivi finiscono comunque col porgere spunti per riflessioni più che necessarie, visto il controverso tema, quando non addirittura offrire chiavi di lettura alternative ad avvenimenti e strategie almeno per come proposti dai soliti noti: cioè gli ospiti quasi fissi dei maggiori media nazionali ma tutti accomunati, a nostro avviso, da una visione filo atlantista che nulla ha a che vedere con una equilibrata posizione filo atlantica, cioè che tenga nel dovuto conto le alleanze opportune, ma considerando prioritari su qualsiasi cosa gli interessi concreti dell’Italia e dell’Europa.
Comunque una chiusura alla grande quella di questa domenica di “Libri nel Borgo Antico”, dopo le punte d’iceberg di Vittorio Sgarbi (venerdì) e Marcello Veneziani (sabato), è restato un mistero irrisolto, però, quello se sia stata una scelta preventivata, in ossequio a un rigido cronoprogramma, il far precedere lo scrittore Lilin, con il suo illuminante “Putin. L’ultimo zar. Da San Pietroburgo all’Ucraina“, a Mario Desiati, vincitore del prestigioso “Premio Strega 2022” con il suo “Spatriati”.  Una cosa, ad ogni modo, ci sentiamo di dire in assoluta onestà: è grazie soprattutto al poliedrico Nicolai Lilin, se questo appuntamento di Bisceglie ha finito per scavalcare alla fine tutti gli altri analoghi (anche perché precedenti alla caduta del nostro Governo) assumendo addirittura una dimensione internazionale per la sua presenza qui. Quanto è infatti bastato a far sì che si affacciasse l’argomento, stranamente quasi tabù per la Politica nazionale, della mascherata guerra mondiale in Ucraina: verosimilmente la principale causa della crisi globale che sta piegando tutte le economie, compresa la nostra, e disegnando un diverso ordine geopolitico mondiale. Un’occasione da non perdere, perciò, quella di avere a portata di microfono chi di questa guerra e di quegli scenari ne sa forse più di tutti gli altri e, a differenza appunto dei tanti ospiti pressoché fissi dei format, può parlarne con personale cognizione di causa. Anzi, ove non bastasse, per di più ha la lucida terzietà che è il frutto del lungo lavoro di elaborazione tipico di chi non solo scrive genericamente libri, ma addirittura best seller tradotti nelle principali lingue del mondo. Una domanda tira l’altra, ecco come la presentazione di un autore e di un’opera (quantomai di attualità per il personaggio chiave che compiutamente descrive, ovvero Putin)  affidata a chi comunque ben conosce Europa dall’interno e dall’osservatorio di Bruxelles, si è poi trasformata, nelle mani di un moderatore come Domenico Cosmai, in un’analisi straordinaria della gravissima crisi attuale, ma  aggiornata con notizie originali molto attendibili e di prima mano: quelle, per spiegarci, impossibili da reperire da altre fonti o quantomeno arrivare, se e quando arrivano, integre a un opinione pubblica influenzata, se non forse dominata, dalla propaganda di massa, pervasiva e globale, in atto in tutto l’Occidente contro la Russia. Un contributo alla verità, quello offerto da Lilin al vasto pubblico presente, per un’ora sembrata troppo corta per tutti, che è stato anche un grande regalo a questa manifestazione facendo della città che la ospitava, una “Bisceglie über alles”. o anche un “ombelico del mondo”, come pure l’abbiamo già definita su queste pagine. Troppo poco lo spazio per entrare nel merito, rimandiamo perciò il tutto a quanto un disponibilissimo Lilin anche con tutti, ci ha pur detto a completamento e spiegazione del suo intervento sul palco.
Enrico Tedeschi

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