Napoletano (Il Faro-Pci): la mia amara riflessione sul degrado del cimitero di Bisceglie

Alcuni giorni fa mi sono recato al cimitero comunale di Bisceglie, per fare visita ai miei defunti più cari.

Questa “crianza” sono restìo a farla nel tradizionale tempo novembrino, quando il luogo sacro assume le sembianze di un’affollata piazza cittadina, che mal sopporta la foscoliana “corrispondenza d’amorosi sensi” tra i vivi ed i defunti.

L’occasione è stata propizia per accertare di persona, ancora una volta, lo stato di degrado del nostro camposanto, offeso dall’incuria delle sciatte classi dirigenti cittadine.

Ce ne siamo occupati, in rare circostanze, in Consiglio comunale, dove, ancora una volta, siamo stati inascoltati suggeritori in un’aula sorda e grigia.

La situazione cimiteriale è tale da suscitare la profonda indignazione dei cittadini.

Ci troviamo, infatti, in una vera e propria situazione d’emergenza, nella quale non si sa più dove seppellire i defunti.

Le cappelle private non sono più in grado di ospitare temporaneamente le salme dei conoscenti.

Il terreno per le inumazioni sottoterra è, ormai, esaurito.

I loculi centenari, dalle lapidi oltraggiate, sono terminati anch’essi, saccheggiati dal Comune ed oggetto di vergognosa speculazione comunale, con prezzi scandalosamente esorbitanti e totalmente ingiustificati.

Le salme in attesa di miglior sorte sono state, indecorosamente, stivate nella sala di riconoscimento e, perfino, all’interno della chiesa cimiteriale, resa impraticabile dalla impietosa decomposizione dei corpi e con le celebrazioni religiose relegate all’esterno, con il posizionamento di sedie pieghevoli di fortuna.

Sembra che alcune salme, soccombendo all’ingiuria dei giorni e del caldo asfissiante di questa torrida estate, abbiano rilasciato liquidi nauseabondi, richiedendo l’utilizzo di bianca calce.

Nell’assenza delle Autorità competenti, ignare o facenti finta di nulla.

INGRATA CITTA’, CHE OFFENDI LA MEMORIA DEI TUOI FIGLI E CALPESTI IL DOLORE DEI SUPERSTITI!

L’inadatto Sindaco Angarano ha gravemente trascurato il problema, ricorrendo, da ultimo, a loculi prefabbricati, in gran parte privi di lapidi, con una copertura in plastica a mò di tappo, neppure sigillata, a celare, e neppure tanto, la pietosa vista dei feretri.

Con l’aggravante che l’attuale maggioranza amministrativa non si è fatta scrupolo di deliberare, con la complicità di dirigenti compiacenti e di consiglieri amorfi, l’allargamento dell’attuale cimitero, illegittimamente, nel centro abitato.

Questo, in violazione delle leggi vigenti e, perfino, dell’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804, introdotto nel Regno d’Italia nel 1806.

Infatti, nelle immediate vicinanze vi sono delle abitazioni, nonché delle attività economiche ed anche un’isola ecologica comunale.

La soluzione andava e va trovata nella realizzazione di un nuovo cimitero, previsto dal vigente Piano Regolatore Generale fuori dall’attuale centro abitato, con la chiusura alle sepolture dell’attuale cimitero, che deve diventare monumentale.

In realtà, l’Amm.ne Napoletano, prima della cessazione del suo mandato, aveva lasciato un progetto preliminare per un nuovo cimitero, con la realizzazione, a mezzo project financing, a costo zero per il Comune, a cura di privati, su progetto comunale e con i prezzi dei singoli loculi da concordare con lo stesso Comune.

Quindi, è onesto dire che non si appartiene la responsabilità per l’attuale situazione emergenziale soltanto all’inadatto Sindaco attuale, ma anche a chi lo ha immediatamente preceduto, compresi i rispettivi vice sindaci ed assessori, che, in oltre 11 anni di amministrazione, non hanno dato continuità alla progettazione esistente.

Tutti vogliono fare i sindaci, ma nessuno si è mostrato capace di risolvere i problemi reali!

Dunque, non si perda colpevolmente altro tempo e ci si attivi immediatamente per la realizzazione di un nuovo cimitero!

Nel frattempo, è parimenti urgente e necessario operare una manutenzione straordinaria dell’attuale camposanto.

Pertanto, occorre un progetto in tal senso, con la quantificazione dei costi relativi ed il reperimento delle risorse necessarie.

Risulta indispensabile, in primo luogo:

1) asfaltare tutta la rete viaria cimiteriale, interna ed immediatamente esterna (si pensi al lato Cala di Fano);

2) rendere impermeabili i lastrici solari, specialmente nella zona circostante il     Sacrario Militare, laddove l’umidità si sta nuovamente manifestando, dopo gli interventi inefficaci realizzati qualche tempo fa;

3) combattere la presenza dei numerosi piccioni, che oltraggiano, con le loro deiezioni, lapidi e visitatori;

4)  potare gli alberi, specialmente i cipressi, che prima o poi sono destinati a cadere, con conseguenze inimmaginabili e che già oggi hanno un impianto radicale e di rami che interferiscono con le sepolture;

5) rimuovere le erbacce rigogliose, in particolare dalle mura perimetrali, all’interno ed all’esterno delle stesse;

6) rimuovere le vecchie lapidi, divelte ed ignominiosamente accatastate e dare loro una nuova e più sicura collocazione, comprese quelle di pregio storico sottratte alle mura;

7) mettere in funzione i montacarichi nuovi dei feretri, acquistati e mai usati, perché privi incredibilmente del necessario collaudo e collocati in ogni dove, in modo da rispettare la normativa in materia di sicurezza del lavoro;

8)  rottamare i montacarichi vecchi e non usati da anni, ancora presenti nell’area cimiteriale, monumenti all’incuria amministrativa.

Inoltre, bisognerebbe garantire i diritti del personale di custodia, laddove per molto tempo vi è stato un unico custode, per l’intera giornata, senza riposi settimanali e ferie.

Non si comprende, a tal fine, in base a quale deliberazione o legittima determinazione dirigenziale si siano affidate le mansioni di custodia cimiteriale a personale estraneo al Comune, ma legato ad una nota impresa funebre, in possibile conflitto d’interessi.

Realizzare il nuovo cimitero, rendere monumentale e più decoroso l’attuale : chi intende candidarsi a sindaco della Città di Bisceglie si impegni già da oggi in tal senso e guardi con maggiore responsabilità al luogo sacro.

Deorum manium iura sancta sunt (i diritti degli dei Mani- cioè le anime di tutti i defunti- sono inviolabili), dicevano le leggi delle XII tavole dell’antica Roma fin dal 450 a.c. circa).

Altrimenti, perdurando l’emergenza ed il degrado del cimitero (oltre che dell’intera Città), costringeranno anche la Speranza, ultima dea, a fuggire i sepolcri e ad avvolgerli nella notte dell’oblìo, rendendo più duro il sonno della morte (direbbe il Foscolo).

 

avv. Francesco Napoletano

consigliere comunale de “Il Faro”- Bisceglie

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