Dalle estorsioni al caporalato, anche la Bat nella geografia criminale disegnata dall’Antimafia pugliese

Sacra Corona Unita, compagini baresi e mafie foggiane. Questo il quadro attuale della “geografia criminale pugliese” articolata in “tre macro-configurazioni criminali” e analizzata nella relazione sulla ‘Diffusione delle varie forme di criminalità organizzata nella Regione Puglia’, approvata dalla Commissione parlamentare Antimafia sul finire della scorsa legislatura e ora resa pubblica.

La Sacra Corona Unita è “organizzazione più tradizionale fondata negli anni Ottanta e attiva nella parte meridionale della regione, in particolare tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto” mentre le “compagini baresi” sono un “insieme non strutturato di clan (alleati e/o in conflitto) operativi nel capoluogo e nell’area metropolitana di Bari, con diramazioni e relazioni con i gruppi delinquenziali della provincia della nostra Bat. Infine le “mafie foggiane, a loro volta articolate in clan non necessariamente in relazione tra loro e attivi su contesti territoriali differenti: la mafia del Gargano; la Società foggiana, intesa come cartello di famiglie operanti nella città di Foggia; la mafia del Tavoliere a San Severo, Cerignola e comuni limitrofi”.

Nella relazione, che traccia un’analisi delle mafie pugliesi, si sottolinea che sono “prevalentemente dedite” alle pratiche “estorsive e il traffico internazionale di stupefacenti, soprattutto sull’asse italo-albanese”. Per quanto riguarda le estorsioni, si registra “una costante operatività della quasi totalità dei gruppi mafiosi, spesso manifestata con il ricorso a strategie intimidatorie ai danni di attività imprenditoriali e commerciali”.

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