Riciclaggio in azienda ortofrutticola, 17 indagati. Biscegliese 54enne agli arresti domiciliari

C’è anche un biscegliese di 54 anni, da anni residente a Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano, tra le 17 persone finite nei guai nell’inchiesta della Procura di Potenza per associazione a delinquere, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio, reati commessi nella provincia di Matera (a Policoro e Scanzano Jonico) ma anche in altri territori italiani, in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo e Puglia. L’uomo biscegliese è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dai finanzieri della compagnia di Policoro, hanno portato a nove misure cautelari: quattro persone sono finite in carcere, altrettante ai domiciliari, mentre per un nono soggetto è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Altri otto risultano indagati. L’organizzazione sarebbe nata con l’intento di sottrarre alla futura confisca i proventi delle attività illecite condotte da un gruppo di soggetti che ruotano intorno all’imprenditore agricolo Aldo De Pascalis, già rinviato a giudizio per vicende connesse al reimpiego di denaro, provenienti da attività illecite poste in essere da un sodalizio criminale operante nell’area metapontina, per acquisire terreni, immobili e macchinari, ed acquistare a nero prodotti ortofrutticoli provenienti da produttori terzi, dissimulandone la reale provenienza e indicando, quale fonte produttiva, i terreni intestati, o in uso, alla propria azienda agricola.

L’attività d’indagine si è sviluppata su tutto il territorio nazionale, ma il particolare nella fascia jonica lucana, “territorio – rileva la procura – dove il tessuto sociale ed economico è strettamente connesso alle attività produttive agricole di alta qualità, i cui prodotti sono esportati in tutto il territorio nazionale ed europeo”. Precedenti indagini avevano evidenziato “l’infiltrazione di interessi criminali in grado di inquinare il sistema economico legale attraverso l’utilizzo di capitali di provenienza illegale e senza la necessità proprio di tutti gli imprenditori onesti, di ricorrere al sistenza bancario sostenendone i relativi costi”.

In particolare è emerso come fossero in atto, nonostante pregressi provvedimenti di sequestro di compendi aziendali di De Pascalis, condotte delittuose finalizzate “all’avvenuta, persistente e sistematica spoliazione patrimoniale di tali aziende in danno dell’amministrazione giudiziaria incaricata della gestione dell’azienda agricola (già sottoposta a sequestro da parte del tribunale di Potenza dal 12 maggio 2021)”.

Condotte che per la procura hanno “cagionato il progressivo depauperamento del patrimonio dell’azienda agricola sottoposta ad amministrazione giudiziaria, esponendola concretamente ad un rischio di dissesto finanziario che l’avrebbe condotta al fallimento”. Sono stati sequestrati i compendi aziendali di due aziende agricole, compresi terreni, fabbricati, beni mobili e disponibilità finanziarie, riconducibili ai De Pascalis (Aldo, Rossana e Leo, tutti e tre destinatari di misura cautelare in carcere).

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