Incontro al Liceo De Sanctis di Trani: studenti a confronto con la realtà del carcere grazie al progetto Aurora

Giovedì 15 maggio si è svolto un significativo incontro di sensibilizzazione sul tema del carcere presso il Liceo Classico Francesco De Sanctis di Trani, che ha visto coinvolte la classe 4C dell’indirizzo Economico Sociale e la 4 S delle Scienze Umane, alle quali è stato presentato il progetto Aurora.

Aurora è parte del Programma “Aiutare chi Aiuta: un sostegno alle nuove fragilità” – Edizione 2023–2024, Giustizia con Misericordia, promosso e sostenuto da Caritas Italiana e Intesa Sanpaolo. Sul territorio è gestito dall’ente ecclesiale Chiesa San Michele Arcangelo in sinergia con la Caritas cittadina di Bisceglie. Il Progetto si concretizza attraverso un percorso formativo rivolto a 170 detenuti e loro famiglie e si realizza attraverso orientamento al lavoro, tirocini sul posto del lavoro, borse lavoro e lavori socialmente utili. A presentarlo sono intervenuti Don Raffaele Sarno, cappellano del carcere di Trani, gli avvocati Roberta Schiralli e Nicola Armenise, operatori del Progetto Aurora per il reinserimento lavorativo dei detenuti, e la dott. ssa Antonella Salerno, coordinatrice dell’impresa sociale Terre Solidali.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra scuola e società, in linea con gli obiettivi del progetto Aurora. Le classi coinvolte stavano affrontando in quel periodo lo studio di “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, tema che ha offerto un fertile terreno di riflessione sull’attualità della giustizia, delle pene e dei diritti umani.

A rendere ancora più concreta e toccante la discussione è stata la proiezione in aula di un’intervista registrata a un beneficiario del progetto, il quale ha scelto volontariamente di condividere la propria testimonianza di vita e di cambiamento. Gli studenti hanno ascoltato con attenzione e partecipazione, mostrando grande coinvolgimento e sensibilità.

L’incontro ha confermato l’efficacia del metodo adottato dal progetto Aurora nel costruire ponti tra le esperienze di vita dei beneficiari e la formazione scolastica. La risposta degli studenti e degli insegnanti è stata estremamente positiva: il corpo docente ha manifestato la volontà di approfondire ulteriormente l’argomento anche nel prossimo anno scolastico, dando continuità a questo percorso formativo. Gli operatori del progetto hanno già confermato la piena disponibilità a proseguire la collaborazione.

Un ringraziamento sentito va al dirigente prof. Nicola Valente e ai docenti che hanno fortemente voluto questo incontro, partecipando con sensibilità, apertura e spirito di collaborazione, cogliendo il valore educativo e umano dell’iniziativa. La loro disponibilità a creare connessioni tra il programma scolastico e il contesto sociale ha rappresentato un elemento chiave per il successo dell’esperienza.

A rendere ancora più significativo l’incontro è stato l’intervento di don Raffaele, cappellano del carcere, la cui presenza ha rappresentato un autentico valore aggiunto. Con oltre vent’anni di esperienza, don Raffaele ha condiviso riflessioni profonde, offrendo ai presenti uno sguardo autentico e umano sul percorso di reinserimento delle persone detenute.

Questa esperienza ha evidenziato come il confronto diretto tra scuola e realtà penitenziaria possa stimolare negli studenti una riflessione critica e consapevole sul concetto di giustizia e di rieducazione, ponendo le basi per una cittadinanza più attiva e responsabile.

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