A Palazzo di Città la maggioranza si spacca, ma può essere (solo) una sceneggiata per battere cassa
Il consiglio comunale del 2 dicembre ha registrato una forte crisi della maggioranza che sostiene Angarano.
Infatti, in contemporanea, sono arrivati due “siluri”: uno di un inedito e non ben definito (per posizione politica) intergruppo facente capo all’ex consigliere Filippo Caracciolo e l’altro da parte del Pd. Entrambi, i gruppi manifestano un “mal di pancia” che non è stato tuttavia esplicitato. Ma entrambi i gruppi non hanno fatto venire meno, durante le operazioni di voto, il proprio sostegno all’amministrazione Angarano, non dichiarando mai di passare all’opposizione. Anzi, dell’intergruppo, solo un consigliere , Torchetti, si è dichiarato indipendente (ma non ha detto a quale gruppo intende aderire, come prevede il Regolamento consiliare, mentre gli altri hanno continuato a stare formalmente nei rispettivi gruppi di appartenenza, pur aderendo al cosiddetto intergruppo e pur spostandosi suggestivamente tra i banchi dell’opposizione.
Liturgie da vecchissima politica, che veniva utilizzata molti anni fa per sollecitare la concessione di qualche poltrona. Infatti, alla fine, Angarano ha avuto solo segnali minacciosi, ma nessuno si è dichiarato fuori dal perimetro della maggioranza che, anzi, ha guadagnato il voto favorevole del consigliere Luigi Cosmai che, pur essendo stato eletto all’opposizione, ha voluto manifestare chiaramente la distinzione e differenza dal voto di astensione degli altri consiglieri di opposizione, lanciando un chiaro messaggio di disponibilità “a trattare” al Sindaco.
Insomma, Pd e cosiddetto “intergruppo”, più che uscire dalla maggioranza, hanno manifestato di voler ottenere altre concessioni e posizioni (prebende) amministrative, “battendo cassa”. Nel frattempo i problemi sollecitati dall’opposizione come la proposta del consigliere Spina che ha chiesto l’istituzione di isole ecologiche mobili per far fronte al disagio del sequestro penale delle due isole ecologiche o come quello posto dal consigliere Casella circa la situazione complessiva dell’igiene urbana della città, sono rimasti inascoltati dall’amministrazione, distratta dalle richieste più o meno esplicite di “intergruppo” e Pd.
Tuttavia , ci sentiamo di rasserenare Angarano con un noto proverbio, che viene fuori dall’esperienza maturata in questi anni dalla brutta politica vissuta a contatto con i vecchissimi sistemi: “can che abbaia non morde”.
Ma.Pr.