Bisceglie: bancarotta e falso accordo su causa lavoro, sequestro beni azienda e 3 denunce
Beni strumentali ‘distratti’ da una storica impresa locale di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, che opera nel settore di prodotti da forno, già messa in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Trani, e trasferiti in un’altra società dello stesso comparto. I militari della Guardia di finanza della sesta provincia pugliese hanno sequestrato la seconda e denunciato i due titolari per bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale in esecuzione di un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica. Indagando sulla natura e l’origine di alcune operazioni della società in liquidazione, per la pendenza di ingenti debiti erariali mai onorati, gli inquirenti hanno ricostruito il meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata alla nuova realtà aziendale attraverso la cessione a un proprio dipendente di tutti i macchinari industriali, quale oggetto/valore per chiudere una falsa controversia di lavoro. Insomma un accordo simulato. Le apparecchiature e altri beni sono stati fatti confluire dal dipendente nella nuova impresa, che ha mantenuto la stessa sede operativa di quella fallita, lo stesso marchio e gli stessi segni distintivi. Infatti durante una perquisizione nell’abitazione dell’imprenditore dichiarato “fallito”, sono stati trovati documenti riconducibili alla nuova società, rappresentata dal suo ex dipendente. Ques’ultimo evidentemente si è prestato a fare da “testa di legno”, per favorire la prosecuzione dell’attività della società fallita, nel tentativo di sfuggire ad eventuali contestazioni di bancarotta fraudolenta. Obiettivo non raggiunto per l’avvio dell’indagine della Procura.
Di fatto la nuova società era gestita dal rappresentante legale di quella fallita. Tra i beni finiti sotto sequestro preventivo d’urgenza dei finanzieri della Compagnia di Trani, ci sono oltre 50 tra attrezzature e macchinari. E’ stato così impedito che finissero dispersi. Inoltre, nel corso della perquisizione in uno dei luoghi di esercizio della nuova azienda sono stati trovati due lavoratori ‘in nero’ che hanno confermato, in sede di intervista, di aver sempre ricevuto disposizioni dallo stesso amministratore di fatto. I finanzieri hanno chiesto e ottenuto dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Ai due indagati sono contestate la bancarotta fraudolenta e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Inoltre, è stata denunciata una terza persona, già legale rappresentante della nuova società, per impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, a causa dell’uso, nella produzione di prodotti da forno, dei macchinari distratti dalla società fallita. Infine, essendo i beni strumentali di provenienza illecita, è stata contestata anche la responsabilità amministrativa dell’ente.