12 associazioni diffondono un comunicato congiunto sulle scelte opinabili nel settore dell’agricoltura

Mercoledì scorso gli agricoltori europei sono tornati a protestare con i loro trattori davanti alla sede del Parlamento europeo, riunito per l’approvazione dell’accordo di libero scambio commerciale tra Unione europea e Mercosur. Preoccupati per gli effetti negativi che l’accordo potrebbe avere sulle filiere agroalimentari europee gli agricoltori hanno chiesto l’applicazione del principio di reciprocità rispetto alle normative ambientali e sociali adottate dall’UE, a tutela della salute dei consumatori e dei diritti dei lavoratori.

In particolare, gli agricoltori sottolineano che nei prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi del Mercosur, è autorizzato l’utilizzo di molti pesticidi pericolosi giustamente vietati nei 27 Stati dell’UE, con il rischio che possano arrivare sulle nostre tavole attraverso le importazioni, che rappresentano una parte rilevante degli scambi commerciali con il Sud America.

La richiesta di reciprocità delle normative ambientali e sociali è legittima e condivisibile, soprattutto nel settore agroalimentare, dove riguarda in particolare l’utilizzo delle sostanze chimiche impiegate nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole.

Gli agricoltori europei chiedono, pertanto, l’applicazione del principio di reciprocità ma nel caso dei pesticidi, la richiesta è a senso unico: infatti, nessuno ha evidenziato che, tra i prodotti che l’UE potrà commercializzare con maggiori agevolazioni, ci sono anche i pesticidi con principi attivi oggi vietati per le aziende agricole dei 27 Paesi membri. Ne deriva un autentico paradosso: da un lato si vieta l’uso di sostanze pericolose in Europa per proteggere salute e ambiente, dall’altro si permette la loro vendita ai Paesi extra UE, senza considerare che questi pesticidi potrebbero ritornare indirettamente sul mercato europeo attraverso i prodotti agroalimentari importati. Tutto a esclusivo vantaggio dell’industria agrochimica, che continua a trarre profitto dalla commercializzazione di sostanze nocive.

12 Associazioni italiane evidenziano il serio rischio che, in assenza del recepimento delle richieste degli agricoltori europei da parte del Parlamento, si possa verificare una pericolosa riduzione delle garanzie a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente nelle norme europee che regolamentano le autorizzazioni e l’uso dei pesticidi.

In aggiunta a questo, le 12 Associazioni ribadiscono anche la necessità e l’urgenza di estendere il divieto di utilizzo dei pesticidi pericolosi per la salute e l’ambiente anche alla loro produzione e commercializzazione, in attuazione del principio di prevenzione del rischio che oggi viene evidenziato per l’accordo UE-Mercosur.

Con la scusa di compensare la delusione e la frustrazione degli agricoltori, le Istituzioni europee sembrano disposte a sacrificare, ancora una volta, le normative più avanzate a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Non potendo garantire una reale applicazione del principio di reciprocità e il rafforzamento delle garanzie di salubrità delle produzioni agroalimentari, cresce il rischio di riduzione delle norme oggi in vigore nell’Unione europea, in nome di una maggiore competitività e sostenibilità economica delle produzioni comunitarie.

Un rischio che si è già concretizzato con la proposta di provvedimento Omnibus per l’agricoltura, che prevede autorizzazioni a tempo indeterminato per l’uso di pesticidi, ignorando i risultati della ricerca scientifica che ne attestano la pericolosità per la salute delle persone e per l’ambiente.

Si tratta di una vera deregolamentazione, che va nella direzione opposta all’aumento delle tutele che era previsto con il Regolamento SUR sulla riduzione dell’uso dei pesticidi, poi ritirato dalla Commissione UE in risposta alle manifestazioni dei trattori nel 2024. Un precedente pericoloso, che oggi rischia di essere replicato con il provvedimento Omnibus in risposta alle proteste degli agricoltori di questa settimana, mettendo nuovamente a rischio le garanzie di sicurezza ambientale e sanitaria, senza risolvere i reali problemi delle aziende agricole.

 

 

Le 12 Associazioni: ACU – Associazione Consumatori e Utenti; AIAB – Associazione Italiana Agricoltura Biologica; AIDA – Associazione Italiana di Agroecologia; Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica; Federazione Nazionale Pro Natura; Greenpeace Italia; Lipu; Osservatorio Fairwatch; UPBIO – Unione Produttori Biologici; Rete Semi Rurali ETS; Terra!; WWF Italia

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