Tommy Di Pinto: Angarano vuole fare il Decaro della Bat, ma è poco più che un Cola di Rienzo
Non si ferma la decimazione del verde pubblico a Bisceglie. Non so se il progetto di Angarano fosse rendere la nostra città un deserto di cemento a prova di calamità climatiche, ma più che un piano programmatico, personalmente, mi sembrano delle scelte dettate dal panico.
La tragedia a cui abbiamo assistito qualche giorno fa, costata la vita ad una ragazzina, non è altro che l’ultimo triste avvenimento causato dalla cattiva gestione della città da parte dell’amministrazione. Per troppo tempo abbiamo assistito al susseguirsi di raffazzonati interventi straordinari per rincorrere l’emergenza, al punto da essere diventati sistemici.
La risposta di Palazzo San Domenico a queste emergenze è stata rimuovere, a più riprese, numerosi alberi di diverse specie a seguito degli ultimi anni di totale abbandono. Ma se la motivazione di questa decisione fosse la scarsità dei fondi per la gestione del verde cittadino, vorrei far presente che il costo della rimozione è maggiore rispetto a quello dell’ordinaria manutenzione.
E di esempi di corretta manutenzione ordinaria il nostro Paese è pieno. Ma dove saranno? A Bolzano? A Milano? A Roma? No, a pochi chilometri da noi. Il comune di Andria ha infatti recentemente avviato un censimento del verde urbano attraverso una mappatura dello stato delle piante presenti in città. Procedure che credo debbano essere prassi in ogni Comune. Ma a quanto pare il nostro Sindaco preferisce farsi prendere dal panico e tagliare di netto le radici.
Angarano vuole fare il Decaro della BAT, ma è poco più che un Cola di Rienzo. Grandi proclami, assemblee di piazza, conferenze stampa in pompa magna, per poi lasciare il deserto dove conta davvero. In tempi non molto lontani, è stato proprio lui ad assegnare diverse deleghe che non hanno prodotto nulla di fatto, come ad esempio quella a Claudio Lorusso.
Al “più giovane consigliere biscegliese” era stata affidata la delega per lo studio e la redazione del Regolamento comunale del verde pubblico, da completare entro 6 mesi. Sono passati circa due anni e di questo regolamento neanche l’ombra. Ma forse avevamo compreso male tutti noi, dato che Lorusso di verde si è effettivamente occupato: al Trullo Verde, infatti, aveva organizzato il “Trufest”, festival di dubbia utilità dedicato ai giovani. Credo però che questi ultimi in città preferirebbero non avere paura quando passano vicino o sotto un albero.
Il verde urbano è sicurezza, tutela ambientale e sviluppo sostenibile. È proprio per questo che merita autorevolezza amministrativa. Bisceglie non ha bisogno del “Decaro della BAT” ma di un Sindaco che governi con serietà e trasparenza.