Spina: Le dimissioni non rappresentano sempre una sconfitta, evitiamo di continuare in queste condizioni
L’ipotesi di omicidio della dodicenne biscegliese Alice, su cui sta indagando la magistratura, ha lasciato un segno forte nella coscienza dei biscegliesi. In ogni nostro momento di pausa e di riflessione, la nostra mente e il nostro cuore vanno subito a quel maledetto 13 aprile, con un’inquietudine e un dolore che ci fanno venire lacrime e pelle d’oca.
Si tratterebbe di un’inquietante ipotesi di omicidio “comunale” (se fosse accertata l’ipotesi, i responsabili sarebbero quasi sicuramente rappresentanti comunali), che rimarrà purtroppo scolpita nella storia dell’amministrazione comunale biscegliese, oltre che nell’anima della nostra città.
Si tratta di un momento drammatico per la nostra comunità, che non può essere gestito con emozioni soggettive o con il perseguimento di interessi speculativi o egoistici.
Per questo ho aspettato una settimana, per fare una riflessione, che mi è doverosa quale consigliere comunale di opposizione da otto anni: non si può rimanere in silenzio come se nulla fosse accaduto.
Il mandato decennale di questa amministrazione è comunque nella sua fase finale e la città sta sprofondando da tempo nel baratro del degrado e dei disservizi (purtroppo da me denunciato da tempo), dell’inefficienza e dell’inadeguatezza amministrativa: rifiuti dovunque, tributi oltre ogni ragionevole limite, perdite dei finanziamenti (un milione solo nell’ultimo periodo), opere iniziate e mai finite, sistema dei controlli interni e della trasparenza censurato dalla Corte dei Conti, mancanza di sicurezza cittadina (nonostante gli sforzi encomiabili delle forze dell’ordine), ecc.
Ma sul piano amministrativo (sul piano umano un evento funesto peggiore della morte di una bambina non poteva accadere), purtroppo, il peggio potrebbe ancora accadere. La città ha bisogno di provvedimenti urgenti e coraggiosi e non può più aspettare o dare tempo, come ha dato tempo finora all’amministrazione, con una generosità e una pazienza mai viste prima.
La scelta dell’amministrazione di affermare (parole del sindaco) che “accerteremo le responsabilità” (quasi fosse certo dell’impunità di qualsiasi parte politica dell’amministrazione), la presa di distanza dai dipendenti comunali (“non è a me”), lo scaricabarile sul personale comunale e sullo stesso dirigente (a cui poco tempo fa proprio il sindaco ha prorogato l’incarico per altri tre anni dopo il raggiungimento dell’età pensionabile), ci fanno pensare che ci sia il tentativo di far passare, con il tempo, il messaggio che è stata colpa di una inefficienza dei dipendenti o colpa del “caso”.
Tutti i cittadini sanno che, invece, almeno politicamente non è così!
Per questo motivo, sarà difficile che questa amministrazione possa trovare nei prossimi mesi, in questa situazione surreale che si sta vivendo in città, la tranquillità per poter rilanciare l’azione amministrativa: scade a breve (maggio) il termine dell’appalto di igiene urbana (si avrà la forza di fare la ventottesima proroga in otto anni senza aver neanche bandito la nuova gara ponte?); scade il termine (30 giugno) per la rendicontazione dei fondi PNRR (il rischio della perdita dei finanziamenti, con tutto l’ufficio tecnico impegnato a difendersi processualmente e disciplinarmente, porterebbe addirittura al dissesto finanziario, se fossero state già impegnate, come ritengo, le risorse comunali per i contratti di appalto già conclusi); non sarà possibile in questo clima, per l’amministrazione, organizzare un’estate ricca di eventi festosi, peraltro, con le risorse destinate a coprire centinaia di migliaia di euro di debiti fuori bilancio (come avviene da anni: dodici milioni di euro solo nell’ultimo anno). Inoltre, coloro che oggi chiedono al sindaco di rimanere in carica, come il PD (per prepararsi con calma alle prossime elezioni senza lasciare il potere e gli stipendi comunali) o gli assessori (che hanno da percepire altri due anni di stipendio), saranno i primi a lasciarlo alla scadenza del mandato. In sostanza, dall’agonia di quest’ultimo scorcio di mandato subiranno danni tutti i cittadini e, più di tutti, proprio lo stesso sindaco. Il silenzio del PD e del senatore biscegliese e del consigliere regionale della lista “DE Caro” Rutigliano, che non hanno espresso neanche il loro cordoglio pubblico alla città e ai familiari di Alice, ha il chiaro significato che queste forze politiche intendono continuare a sostenere, con il loro “patrocinio politico”, questa amministrazione PD – liste civiche, per trarre ogni possibile vantaggio per le prossime campagne elettorali, dove governando si possono carpire più facilmente consensi, nella speranza che Bisceglie dimentichi questo momento.
Ma siamo per una volta realisti: come farà Bisceglie a dimenticare una ferita così profonda nella propria carne come la perdita di una propria figlia? Come farà il sindaco con la sua squadra a fare in questo contesto e in poco tempo ciò che tutti insieme non sono stati capaci neanche di pensare in questi otto anni di loro amministrazione? Come farà a il sindaco a fronteggiare con autorevolezza, insieme alle istituzioni del territorio, l’emergenza criminalità e droga (dilagante), come dimostrano gli ultimi episodi? Chiaramente, sarà difficile per lui poter far fronte alle esigenze improrogabili della città. Per questo, è assai opportuno che il sindaco, con buon senso e responsabilità, si dimetta (ci sarà tempo perché possa riprendere il suo percorso politico in altri, anche più alti, contesti) e metta fine a questa ormai diffusa e non più celata sofferenza dei biscegliesi. Mancherebbe più di un anno alle prossime elezioni comunali e, con un commissario straordinario prefettizio che guidi nel frattempo la città ed elimini le “emergenze” con opportuni e adeguati provvedimenti, che loro non sono stati in grado neanche di pensare e fare in questi otto anni, ci sarebbe tutto il tempo di far preparare e selezionare una nuova classe dirigente e formare un nuovo più adeguato progetto di governo comunale, in un contesto di maggiore serenità e armonia della nostra comunità e nel pieno rispetto del principio di democrazia.