Nicola Losapio emoziona il pubblico nel mediometraggio “Un Colpo alla Vita”
Un Politeama di Bisceglie completamente sold out ha accolto, lo scorso 30 maggio 2026, il debutto del mediometraggio “Un Colpo Alla Vita”, l’ultima opera a forte carattere sociale del regista coratino Massimiliano Tedeschi. La serata, condotta dal giornalista Franco Tempesta, si è trasformata in un momento di profonda commozione e riflessione collettiva, culminato in un caloroso dibattito sui temi del fine vita e dell’assistenza ai malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).
Il film racconta la storia di una giovane coppia la cui felicità viene stravolta dalla malattia della donna (interpretata dalla barese Simona Rutigliano), la quale, nel pieno delle sue facoltà mentali, supplica il marito di accompagnarla in Svizzera per il suicidio medicalmente assistito.
A dare corpo e voce al drammatico e intenso ruolo del marito è l’attore biscegliese Nicola Losapio, la cui interpretazione magistrale ha saputo toccare le corde più profonde degli spettatori presenti in sala.
Un parterre di ospiti e il sostegno delle associazioni
La serata ha visto una straordinaria partecipazione non solo di pubblico, ma anche di rappresentanti istituzionali e del mondo associativo. Sul palco del Politeama, introdotti da Franco Tempesta, sono saliti prima il regista Massimiliano Tedeschi insieme ai due protagonisti, Nicola Losapio e Simona Rutigliano, seguiti poi dagli esponenti delle associazioni che hanno espresso sinceri complimenti per l’autenticità del lavoro svolto. Tra gli interventi principali, il Dottor Nino Sisto per l’Associazione Luca Coscioni, la Dottoressa Loredana Paglialonga per l’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) e il Dottor Mauro Abate, vicepresidente vicario nazionale di Confcooperative Sanità.
In platea era presente anche il Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Bisceglie, Luigi Cosmai, che è stato presentato e calorosamente salutato dal pubblico. La serata si è conclusa con il richiamo sul palco del cast per i ringraziamenti finali.
L’obiettivo dell’opera, come sottolineato durante la serata, non è quello di indottrinare scientificamente, ma di accendere un faro potente sulla sofferenza dei pazienti e dei loro familiari, accrescendo la sensibilità sul tema della cura e della dignità umana.
Intervista a Nicola Losapio
A margine della serata, abbiamo raccolto le dichiarazioni del protagonista, Nicola Losapio, che ci ha raccontato il viaggio emotivo e psicologico intrapreso per dare vita a questo personaggio così complesso.
D: Nicola, interpretare un ruolo così drammatico e legato a una tematica così delicata richiede un grande sforzo. Come sei entrato nel personaggio?
Nicola Losapio: «Prima di tutto ho cercato di capire il suo lato umano: le sue emozioni, le sue fragilità e il suo modo di vedere il mondo. Ho lavorato a lungo sulla sua psicologia e sulle relazioni con gli altri personaggi della storia, cercando in ogni momento di renderlo il più autentico possibile per rispetto di chi vive davvero queste drammatiche realtà.»
D: Affrontare il dolore, l’impotenza di fronte alla malattia e il tema del fine vita sul grande schermo è una responsabilità enorme. È stata una sfida difficile per te come attore?
Nicola Losapio: «Sì, decisamente. La sfida più grande è stata quella di raggiungere un equilibrio perfetto tra ciò che sono io come persona e ciò che invece appartiene strettamente al personaggio, senza lasciare che l’uno sovrastasse l’altro, ma fondendoli per dare verità alla storia.»
D: Prima di salutarci, desideri rivolgere un ringraziamento a chi ha condiviso con te questa esperienza?
Nicola Losapio: «Assolutamente sì. Desidero innanzitutto ringraziare il regista Massimiliano Tedeschi per la fiducia che ha riposto in me affidandomi un ruolo così importante e delicato. La sua sensibilità artistica e umana è stata fondamentale per affrontare un tema tanto complesso con il giusto equilibrio e rispetto. Un ringraziamento speciale va alla mia straordinaria coprotagonista Simona Rutigliano, con la quale si è creato fin da subito un rapporto di grande collaborazione e sintonia professionale. L’intensità delle nostre scene è stata possibile anche grazie alla sua bravura e alla sua dedizione. Ringrazio inoltre tutti gli attori e le attrici del cast artistico che hanno contribuito con talento, passione e professionalità alla riuscita di questo progetto, creando un clima di grande unione e condivisione. Un pensiero altrettanto importante va a tutto il cast tecnico. Spesso il loro lavoro non è visibile al pubblico, ma è indispensabile per trasformare una storia scritta sulla carta in un’opera capace di emozionare. Infine, grazie al pubblico che ha accolto il film con tanta partecipazione e sensibilità. Vedere una sala piena e percepire l’emozione degli spettatori è la soddisfazione più grande per chi fa questo mestiere.»
Giuseppe Gallo