Se ne va Franco Napoletano “il comunista”, fu il Sindaco che amò Bisceglie
Altri tracceranno profili più profondi sulla vita e le scelte etiche, esistenziali e politiche del Compagno Franco Napoletano. Tuttavia mi sia consentito sottolineare la grande coerenza ideale del suo lungo percorso istituzionale come Sindaco, parlamentare, dirigente comunista di Partito, espressione di una azione politica ancorata al bracciantato e al mondo del lavoro, alle fasce sociali più deboli secondo l’insegnamento universalista del pensiero e della prassi socialiste e comuniste. Penso che gli si farebbe torto se non legassimo il suo nome e la sua vita indissolubilmente alla identità comunista sempre rivendicata e ancor oggi indossata con orgoglio nel declino della vita. E ritengo pure che il merito da riconoscergli sia quello di rappresentare oggi per i giovani quell’insegnamento e quella pedagogia dell’impegno politico verso i deboli, gli esclusi, gli oppressi di ogni latitudine, che hanno caratterizzato la sua vita di Uomo e politico. Quanto avremmo bisogno oggi della sua parola e delle sue indicazioni di fronte a una società alimentata dall’odio e dall’indifferenza. Quanto ci mancherà la sua visione lucida e senza compromessi di uomini dalla “schiena dritta”, come amava dire nell’eloquio infervorato e appassionato dai palchi, che l’hanno visto protagonista nella sua carriera politica. Quanto vuoto lascia oggi nella comunità locale e nazionale l’assenza della sua idea di società a più voci, antifascista e pluralista, internazionalista e multietnica mentre l’Italia si avvita nella spirale del razzismo e della xenofobia.
Se solo provassimo oggi a delineare una nuova classe politica, non avremmo dubbi nell’affermare che dovrebbe ispirarsi ai principi inalienabili morali e politici di Franco Napoletano. Se solo ipotizzassimo oggi il profilo dei nuovi giovani comunisti, non avremmo alcun dubbio nel sostenere e indicare il percorso formativo del giovane Franco Napoletano dalla sezione “Antonio Gramsci” di Bisceglie alle aule parlamentari romane.
Chi prenderà il testimone spirituale e politico della sua immane e poderosa azione politica? Le nuove generazioni. A chi oggi le rappresenta, a chi oggi pensa di attestarsi a sinistra a difesa delle classi sociali più deboli, tenga presente l’inviolabilità del suo autentico pensiero comunista e il rigore e la rivendicazione che l’hanno sempre sostenuto.
Giulio Di Luzio