Lo scrivente Rocco Luigi Carlo, a distanza di un mese e mezzo dalla precedente segnalazione interviene nuovamente sul problema della sicurezza della Provinciale Bisceglie- Ruvo- Corato.
Era settembre 2025 quando il Presidente della provincia Bat annunciò il maxi piano per la messa in sicurezza delle strade provinciali. Anche in quel caso alcun cenno ai lavori di ripristino della SP 34 ( ex S.P. 85) che collega Bisceglie alla Ruvo-Corato.
Nuovo annuncio pochi giorni fa: due importantissimi progetti esecutivi della s.p. 4 ricadente nel Comune di Spinazzola e della s.p. 2 ricadente nel territorio di Andria.
Toni trionfalistici per lavori a strade provinciali abbandonate per anni, una goccia nel deserto arroventato dei Tartari in una provincia che non sapeva neanche di esistere.
Un mese e mezzo fa, ma la storia era cominciata molto addietro e non da me , scrissi un articolo per evidenziare, con quel tono costruttivo che è più frutto di educazione che di quel che è da dire in faccia alle persone, che quella provinciale non era una provinciale qualsiasi ma era un’importante arteria che collega la Statale 16 Adriatica con i Comuni di Ruvo e Corato tra i quali insiste la S.P. 231 ( ex Statale 98 “Andriese Coratina” ), che, interessata da lavori di rifacimento parecchi anni fa oggi necessitava di una molteplicità di interventi non più rinviabili. Era un modo di dire che nell’epoca dell’intelligenza artificiale, quella strada lì non poteva essere trattata poco più di una mulattiera.
A distanza di un mese e mezzo il nulla cosmico.
E allora mi chiedo, perché i nostri consiglieri provinciali, che appartengono a schieramenti diversi, che non mi sembrano degli sprovveduti e che sono così brillanti nel denunciare o annunciare quel che accade a Bisceglie, sembrano entrati in una sacrestia su questo argomento?
E allora mi chiedo, c’è anche un’Assemblea di Sindaci, che guarda caso si riunisce in Provincia, credo che su questo argomento si avrebbe qualcosa da dire, se non da battere i pugni.
E di quella storia del PNRR in scadenza, nulla si poteva fare di più per questi interventi?
E perché, a fronte di una Provincia, che così come concertata, rappresenta un moncone che ha dimenticato la storia amministrativa d’Italia, chi è subentrato e parlo della Regione, nulla vedeva e capiva che saremmo arrivati alle pezze su questo argomento?
Non mi appassiono alla sottile distinzione tra manutenzione ordinaria e straordinaria, si facciano tutti i selfie che vogliono, chi amministra dovrebbe essere soprattutto responsabile su tutto, amare la sua comunità e non aver permesso che si arrivasse a tanto, altrimenti aveva ragione Fabrizio De Andrè: per quanto vi sentiate assolti siete tutti coinvolti.
Da dove vogliamo cominciare? Dall’asfalto che manca di aderenza? dalla segnaletica orizzontale assente, dalla mancanza di catarifrangenti, da illuminazione che non c’è, dalla strada dissestata, dagli avvallamenti, dagli autovelox e dai controlli che mancano in quanto si fermano a Villa Ciardi o servono solo a registrare gli incidenti, per cui ci si sente autorizzati ad andare a centocinquanta all’ora anche se ci sono attraversamenti ed ingressi in ville e civili abitazioni ? Quanto altro tempo dovremo aspettarci incidenti, disgrazie e gente che si fa male.
Quella strada è pericolosa ed insicura, ed il tempo per inserire i lavori nel piano triennale dei Lavori Pubblici della Provincia o degli Enti misericordiosi è già scaduto ieri, anzi prima. E se non è stato inserito fate una variazione. Ma c’è così tanto da fare, che cominciate da dove diamine vi pare, ma cominciate a fare qualcosa.
Cordialità, Luigi Carlo Rocco