La Caritas Bisceglie ringrazia quanti hanno collaborato fino ad oggi
Quante classi e quanti bambini e adolescenti sono passati nell’anno scolastico appena finito in Caritas, nella sede di Via prof. Mauro Terlizzi, comunemente nota come “i Cappuccini”! E quanti volontari hanno fatto un surplus di “attività volontaria” per spiegare ai futuri cittadini biscegliesi il loro ruolo nei “servizi” in cui operano e le motivazioni da cui sono mossi!
Non si contano gli utenti che giornalmente si avvicinano al “Punto Ascolto” o a RecperiAmoci o all’Emporio eco-solidale!
Prendo spunto da questa riflessione per ricordare a me stesso ed a quanti decidono di “offrire” parte del loro tempo e “donare” gesti, parole, sorrisi ed abbracci i valori e la missione della Caritas voluta da Paolo VI con l’intento che si adeguasse alle situazioni e ai tempi ‘in forme consone ai tempi e ai bisogni’.
Ringrazio pubblicamente con questo scritto innanzitutto i volontari tutti per quanto fanno: conosco ed apprezzo il loro operato anche se non sempre posso e riesco ad esprimerlo; ma desidero ardentemente che sia riconosciuto anche da tutta la comunità: senza la loro presenza, la loro dedizione, la loro abnegazione, il loro impegno la Caritas non potrebbe contribuire a mitigare il disagio in cui versano ampie fasce della popolazione.
Ringrazio altresì i docenti delle scuole dell’obbligo che accompagnano le loro classi a vedere con i loro occhi ed a provare con le loro mani a svolgere le attività che i volontari mettono in opera quotidianamente.
E’ in questa maniera che la Caritas esplica la “prevalente funzione pedagogica’ ed educativa”, per ‘promuovere l’animazione del senso della carità verso le persone e le comunità’. È questa funzione la spina dorsale che lega i diversi livelli territoriali di Caritas: agire per impastare carità e cultura, impegnarsi a svolgere compiti educativi nei confronti dello spazio sociale e culturale. È quella funzione pedagogica, educativa, di animazione propria della carità richiamata dall’Enciclica “Deus caritas est”.
Grazie alla formazione costante ma soprattutto al quotidiano contatto con gli utenti, i volontari, sia della Caritas cittadina che delle Caritas parrocchiali, si accorgono dei molteplici bisogni costantemente in crescita; del fatto che si sta vivendo al di sopra delle proprie possibilità; dell’assolutizzazione e dell’ingordigia del denaro e del guadagno; dello smantellamento delle politiche sociali; del crescere della cultura dell’esclusione e della caccia al rom, all’immigrato.
E il loro agire attraverso la carità promuove fraternità, collaborazione, responsabilità, partecipazione, giustizia, difesa di diritti, cura della vita. Una carità che persegue lo scopo di liberare l’altro dal bisogno e di ricostruire la sua umanità.
Attraverso l’ascolto, l’osservazione, e l’attività costante i volontari, nell’attenzione e nel servizio di carità per i poveri, intervengono soprattutto in risposta ai bisogni meno considerati, ma emergenti e urgenti; cercano, inoltre, di garantire a ogni persona i propri diritti; così facendo aiutano la Chiesa ad operare anche per la cura dell’anima, del cuore, dello stile di vita.
Accogliere le scolaresche nelle visite è una sfida della Caritas: la sfida dell’informare, facendo proprio lo slogan ‘conoscere per amare’; l’impegno da portare avanti è combattere le banalizzazioni, i fraintendimenti, le culture dell’intolleranza, spesso derivanti da informazioni ingannevoli oppure frutto delle paure e dei luoghi comuni.
Una visita in Caritas può suggerire ed educare a nuovi stili di vita, personali e comunitari, nell’oggi e nel qui del nostro tempo; al dialogo tra le religioni, all’interculturalità, alla pace; alla responsabilità, alla cittadinanza consapevole, alla mondialità.
La visita in Caritas rimane intatta nella mente dei bambini e degli adolescenti e instilla domande su quanti sono costretti a ricorrere a tali servizi spinti da necessità primarie, come il cibo, che loro spesso non sanno che possa esserci avendo tutto a portata di mano.
Voglio concludere con quanto hanno scritto i bambini dell’Istituto Comprensivo don Uva/Cosmai al termine della visita del 21 aprile scorso. Forse, nel nostro piccolo, tale funzione l’abbiamo svolta……
Grazie dal ♥️
Cari volontari e operatori del Centro Caritas di Bisceglie,
grazie per averci accolti con il sorriso e per averci fatto conoscere il vostro lavoro.
Al Centro RecuperiAMOci abbiamo imparato che il cibo non va sprecato e che può diventare un grande aiuto per tante persone.
Nell’Emporio eco-solidale abbiamo capito che anche i vestiti possono avere una seconda vita e che condividere significa voler bene agli altri e all’ambiente.
Nel laboratorio di cucito “Storie e Stoffe” abbiamo scoperto che dai tessuti possono nascere cose nuove e belle, proprio come dalle storie delle persone.
Questa visita ci ha insegnato che con piccoli gesti possiamo fare grandi cose e aiutare il mondo a diventare un posto migliore.
Grazie per il tempo che ci avete dedicato e per l’esempio che ci avete dato.
Gli alunni delle classi terze E/F e le loro insegnanti 🧑🏻🏫 👩🏻🏫Lucrezia Baldini, Antonella Mazzone, Rossella Gallo, Anna Terrone, Valeria Tarricone
Infine dobbiamo ringraziate pubblicamente le tante persone “comuni” che, dopo il furto del marzo scorso, hanno portato viveri: c’è stata una sorta di “riparazione solidale”; associazioni, BottegZone, Lyons club Bisceglie, l’azienda Pastore, la farmacia Silvestris, l’Associazione Gioventù nazionale, alcune scuole si sono attivate per una raccolta ad hoc. E’ questo il segno che i valori evangelici di fraternità, solidarietà e condivisione che anima la Caritas tutta, parrocchiale e cittadina, non solo è conosciuta in maniera capillare grazie alla rete dei volontari operanti, ma anche condivisa da buona parte della cittadinanza!
GRAZIE DI CUORE A TUTTI!
FIRMATO
Sergio Ruggieri (coordinatore cittadino Caritas)