Trani e Bisceglie identitarie e complementari
Ripartiamo dagli scampoli della precedente legislatura, allorché, senza alzare la cornetta del telefono, ma tramite stampa, il Sindaco pro tempore di Trani a proposito dei lavori al Ponte Lama si rivolse all’attuale Sindaco di Bisceglie per dirgli di darsi una mossa.
A stretto giro di etere arrivò la risposta piccata: parli proprio tu che non sei stato capace di asfaltare Via Crosta ( o Via Croazia ).
Si vota a Trani e con qualche sorpresa viene eletto il nuovo Sindaco Preside che proviene dalla società civile.
Neanche il tempo di stappare lo spumante e cominciano le fibrillazioni. E’ una cosa che accade sempre dopo le elezioni, questo o quello si mettono a giusta o ingiusta ragione la coccarda al petto e cercano la nomina in qualche partecipata o un posto al sole. Poi c’è la questione del dimensionamento scolastico perché la popolazione diminuisce o se ne va via.
Che memoria ricordi pur in un clima dove la tossicità e le parole fuori posto o le scene da melodramma da Camerata de’ Bardi la fanno da padrona, il Sindaco si arma di ogni pazienza e tenta una mediazione. Alla fine parecchi musi lunghi e si va.
Questa volta no, arrivano ad appena quattro mesi dalle elezioni le dimissioni del Sindaco di Trani.
Nel frattempo in questo periodo, saluti e baci, come nei migliori palcoscenici , Erminio Macario re dell’avanspettacolo docet, di fronte alle vive rimostranze di molti cittadini circa lo stato della pista ciclabile costiera nel tratto di Bisceglie ( dove non è stato fatto niente o quasi per salvarsi l’anima ), quella ciclovia panoramica vista mare che collega Trani e Bisceglie, armati di centimetro e cassaruola, non ci facciamo mancare il nostrano comunicato ufficiale che recita: quell’interruzione rientra nel tratto di Trani. Amen.
Poi a chi scrive appare un articolo di Tele Trani che recita così: “…Ma in verità c’era un altro tema che da parecchi giorni creava dibattito e confronto all’interno della maggioranza, ovvero la possibile riapertura della discarica dell’AMIU. Dalle relazioni AMIU c’è espressamente descritta la possibilità di riaprire il terzo lotto, riempendolo fino ad un milione di metri cubi di rifiuti e poi eventualmente provvedere alla chiusura definitiva…”.
Per chi , come me, ancora combatte con i dubbi e le domande rispetto a quel male oscuro che in maniera particolare colpì negli anni passati e continua a colpire le donne , qui la questione diventa diversa. E non si tratta di essere di Trani o di Bisceglie. E siamo ancora in attesa di conoscere i dati epidemiologici che arrivano sempre con parecchi anni di ritardo e qui si parla ancora di discarica, ma sarebbe più corretto parlare di percolato e biogas.
Non abbiamo ancora fatto i conti con il passato. Era il 2016 quando in contrada Puro Vecchio il Sindaco di Trani dell’epoca ne ordinò la chiusura tecnica dei tre lotti per l’avvio della messa in sicurezza, a cui sono seguiti negli anni i definitivi interventi di bonifica, capping e sigillatura dei terreni. E le immancabili e furiose battaglie politiche e giudiziarie, che giravano intorno alla circostanza di come fossero stati spesi i soldi se a pioggia o semplicemente per tentare di risanare il disastro ambientale.
Non è che la spazzatura se aumenta del 4 o 5 per cento è una cosa che faccia piacere a nessuno, ma con un’inflazione oggi al 4,2% e un aumento medio della spesa per famiglia di 1.200 euro all’anno, parliamo di ben altri numeri e credo che l’informazione dovrebbe mettere un po’ d’ordine all’ordine delle cose.
Eravamo partiti dalle dimissioni del Sindaco di Trani. E la cosa riguarda anche il nostro Ospedale, perché la mancanza di una voce comune con Trani, nonostante tutte le rassicurazioni, significherà cominciare lo spezzatino, magari partendo da qualche criticità, tecnica, come si usa fare in questi casi.
Se Atene piange Sparta non ride. Perché il decorso del tempo, offuscato magari dai retaggi del passato, dalle storiche rivalità, dall’organizzazione ecclesiastica e diocesana che risale al Medioevo, dalle vicende dell’emporio commerciale nell’Adriatico, dalla mancanza di un “viceversa” amministrativo, dalla sede del Tribunale, da un legittimo senso di identità che è cosa distinta dal campanilismo, ha oggi lasciato spazio ad una sola verità: le due città Trani e Bisceglie sono identitarie e complementari.
Con il treno ci vogliono solo 4-5 minuti, meno delle fermate della metropolitana. Servizi sanitari e ambulatoriali supportano l’un l’altra. Addirittura una gestione associata dei servizi socio-assistenziali e sociosanitari attraverso l’Ambito Territoriale Sociale (ATS ) con tutti gli interventi associati alla gestione dei finanziamenti del PNRR.
Vi è un’economia, un’agricoltura che sta per vivere momenti complessi, ed un turismo integrato che unisce l’attrattiva storico monumentale di Trani alle peculiarità marine, paesaggistiche e rurali di Bisceglie.
Ci sono dei comuni brand, patti di sviluppo, gruppi di azione locale, reti d’impresa, l’ho detto prima itinerari cicloturistici, c’è un pendolarismo economico per studio, lavoro e servizi. E tutto questo è indicativo solo per difetto.
E poi c’è la geografia, ancora accentuata nella comune presenza nella Provincia BAT, che nei fatti crea un asse di vicinato.
Chi non vede tutto questo non è ancora entrato nel nuovo millennio.
Non tocca a me dire cosa deciderà il Sindaco di Trani, se confermerà nei venti giorni le proprie dimissioni o meno. Io espongo solo dei fatti. E una considerazione. Di irreversibile nella vita ci sono solo due cose: una bella ed una brutta.
Ed è come quando scrivi un libro, se lo tieni nel cassetto è tutto tuo, quando decidi di pubblicarlo resta l’identità, l’autore, la storia, ma non ti appartiene più e gli altri hanno parola.