La focaccia di Bisceglie conquista Torino: quando un Pat diventa ambasciatore del territorio

Dalle strade di Bisceglie alle vie di Torino, la focaccia non è soltanto un alimento. È un frammento di identità pugliese che viaggia su due ruote, porta con sé memoria e appartenenza e riannoda il legame con le proprie origini.

È il progetto di Pietro, che ha scelto di proporre nel capoluogo piemontese la focaccia di Bisceglie, quella barese e altre specialità pugliesi. Un’offerta rivolta anche alla comunità di cittadini di origine pugliese, che in quei sapori ritrova la propria storia.

L’idea è semplice e ambiziosa: rendere accessibili le eccellenze gastronomiche pugliesi attraverso una proposta itinerante capace di unire tradizione, artigianalità e sostenibilità. Il mezzo è una cargo bike, che richiama i vecchi carretti e risponde alle esigenze di mobilità di una grande città, muovendosi lungo piste ciclabili e aree verdi.

Anche il nome del progetto è un omaggio alle radici. “La Focaccia Vuoi” nasce dalla celebre battuta rivolta ai biscegliesi: «Di Bisceglie sei? La focaccia vuoi!». Un’espressione ironica e affettuosa che Pietro ha trasformato in un brand immediatamente riconoscibile, legato alla città d’origine e a uno dei suoi prodotti simbolo.

L’identità del progetto passa anche dalle magliette, sulle quali compare una frase nata dalla collaborazione con APS Cooking Solution. Un messaggio diretto che rafforza la riconoscibilità della focaccia di Bisceglie e trasforma un modo di dire popolare in uno strumento di comunicazione e marketing territoriale.

Dietro il marchio e il carretto, però, non c’è soltanto un’attività di vendita. Pietro affianca alla distribuzione una produzione artigianale realizzata in casa, recuperando ricette tramandate nel tempo e scegliendo ingredienti di produttori pugliesi. Tra questi ci sono le farine artigianali di piccoli mulini dell’Appennino dauno-ofantino: un dettaglio che racconta una filiera fondata sulla qualità delle materie prime e sul lavoro delle piccole realtà produttive.

«Ho scelto di portare a Torino la focaccia di Bisceglie e altre specialità pugliesi, rivolgendomi anche alla comunità di origine pugliese. La cargo bike richiama i carretti di un tempo, ma è anche una soluzione sostenibile e adatta alla città. La produzione è artigianale, con ricette tradizionali e ingredienti di produttori pugliesi, comprese le farine di piccoli mulini dell’Appennino dauno-ofantino. La soddisfazione più grande è vedere l’emozione delle persone quando assaggiano la focaccia e ritrovano sapori legati ai ricordi d’infanzia. Sono orgoglioso di poter promuovere Bisceglie e la Puglia attraverso le loro eccellenze gastronomiche».

È proprio nella capacità di suscitare emozioni e ricostruire legami che si trova il valore più profondo dell’iniziativa.

È la stessa prospettiva che guida APS Cooking Solution, associazione impegnata nella valorizzazione e nella promozione delle eccellenze enogastronomiche pugliesi, con particolare attenzione ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Come sottolinea Giuseppe Frizzale, fondatore dell’associazione, riconoscere e tutelare le tradizioni alimentari ha un valore concreto quando genera nuove opportunità per chi le custodisce ogni giorno: artigiani del gusto, piccoli produttori, aziende familiari e realtà legate alle economie locali.

«Siamo felici del percorso intrapreso da Pietro e del progetto “La Focaccia Vuoi”, perché ritroviamo nella sua iniziativa molti dei principi che sosteniamo attraverso il lavoro dell’associazione: raccontare la storia che c’è dietro un prodotto, renderne riconoscibile l’identità e valorizzare i piccoli produttori che continuano a custodire l’artigianalità delle preparazioni tradizionali.

La focaccia di Bisceglie non è soltanto qualcosa da mangiare. È un elemento della nostra identità, un patrimonio di conoscenze e tradizioni che può diventare anche uno strumento di promozione turistica e di sviluppo economico. Per questo abbiamo condiviso l’idea di utilizzare una frase legata alla tradizione popolare anche sulle magliette: perché un prodotto diventa ancora più forte quando le persone imparano a riconoscerlo, a ricordarlo e ad associarlo al suo territorio.

Il lavoro sui PAT che stiamo portando avanti come associazione segue la stessa direzione. Non vogliamo limitarci al riconoscimento di un prodotto, ma contribuire a costruire le condizioni affinché la sua storia venga conosciuta, raccontata e trasformata in valore per le comunità che lo esprimono».

 

La vicenda di Pietro dimostra che questo percorso può svilupparsi anche lontano dal territorio d’origine. Portare la focaccia di Bisceglie a Torino significa trasferire un frammento di cultura gastronomica pugliese in un contesto nuovo, creando un incontro tra chi quei sapori li conosce da sempre e chi li scopre per la prima volta.

 

La scelta di rifornirsi da piccoli produttori pugliesi sostiene inoltre le microfiliere e rafforza il legame tra chi coltiva, chi trasforma e chi porta il prodotto al consumatore. Il valore, così, non si esaurisce nella vendita finale, ma si distribuisce lungo una rete di competenze, relazioni e attività economiche.

 

Custodire una tradizione significa anche permetterle di vivere nel presente. Significa trovare nuovi linguaggi per comunicarla senza snaturarla, renderne riconoscibili le origini e creare le condizioni perché i saperi artigianali continuino a essere tramandati.

 

Dalle attività di APS Cooking Solution per la promozione dei PAT all’esperienza itinerante di Pietro, il messaggio è chiaro: le eccellenze gastronomiche diventano autentici ambasciatori dei territori quando alla qualità si affiancano una storia da raccontare, una filiera da sostenere e una comunità capace di riconoscersi nei propri sapori.

 

Una focaccia può attraversare una città, conquistare nuovi consumatori e riaccendere un ricordo. Ma può fare anche di più: portare con sé un territorio, sostenere chi lo produce e mantenere viva una tradizione.

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