Caro bollette, ma quanto mi costi?
di quel noto influencer che non si è fermato all’alt dei Carabinieri in quanto trovato senza patente.
Ci sono padri di famiglia, lavoratori che da giorni sono in strada perché il costo dell’energia è diventato insostenibile.
E ci sono altri padri di famiglia che dopo un anno di lavoro si troveranno con i prezzi delle olive stracciati.
Qualcuno ha pensato che il problema fosse solo a livello nazionale, permettendosi a livello locale la libertà di poter dare spazio al gossip, alle rappresentazioni di un teatro dell’inconscio e dell’irrazionalità, ad effetti scenici poco solenni per il ruolo ricoperto.
Caro bollette. So che non segui le favole africane, come quella del colibrì, che mentre tutti fuggivano andò al fiume, prese nel becco una goccia d’acqua e la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo .
A un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: ” Cosa stai facendo ?”. L’uccellino gli rispose: “Cerco di spegnere l’incendio!”. E tutti risero… Non voglio togliervi il gusto di leggervi la storia e il finale.
E mentre qualcuno a livello nazionale continua a parlare di accise, accise semimobili, sconti, detassazioni mirate e altre meraviglie, per decidere, in maniera progressiva, ma molto progressiva quale intervento attuare, il fuoco si accende e si propaga. In Calabria, a Bitonto, a Bari, a Corato, qui da noi. Il Sindaco di san Nicandro Garganico ha scritto ai parlamentari foggiani: ” Carburante esaurito e frantoi in sciopero. Non potete girarvi dall’altra parte!”.
Partiamo da un piccolo particolare, il gettito fiscale dello Stato.
Detta semplice, ma difficilissima da dire per i telegiornali: poiché una parte consistente del prezzo alla pompa è composta da accise fisse e IVA al 22% ( che si calcola anche sulle accise, che diavoleria è questa ? ) un aumento del costo industriale ( la benzina, il gasolio etc.) o la riduzione di eventuali sconti statali fa aumentare gli introiti fiscali per l’Erario. E poi ci sono gli extra profitti, ma decisamente extra e plus, delle compagnie petrolifere (o oil companies che è più in linea con i tempi).
Mentre continuano a decidere il da farsi se intervenire o lasciare spazio alla libertà del mercato che si autoregola, sembra che in Spagna intervenire sull’IVA stia dando migliori risultati perché si trasmette al 100% alla pompa finale mentre se vai sulle accise, il 20-40% pare trattenuto dalle compagnie tra i meandri del conto economico di produttori e distributori.
E così i Sindaci hanno cominciato a muoversi in ordine sparso, qualcuno è sempre più preoccupato, perché l’incendio avanza e l’inverno è già alle porte. E c’è chi ancora attende, come la storia del colibrì.
Che c’entra il governo locale con un problema che riguarda il governo nazionale, al massimo le Regioni ? Dicono.
Non per affliggervi, ma il 9,6% degli italiani è in povertà assoluta. Le spinte inflattive che si stano determinando toccheranno le tasche di almeno il 71% dei nostri concittadini. Sino ad ora con quest’inflazione sono già spariti 1200,00 euro a famiglia all’anno.
Impatto diretto sui portafogli, rincari sul trasporto merci ( che in larga parte ancora cammina sui camion ) e sul prezzo finale dei prodotti, spese che non coprono i costi per intere categorie produttive, l’inverno alle porte.
Ora è legittimo chiedersi, mentre già le famiglie hanno cominciato con il loro comportamenti a tagliare o a pensare di tagliare alcune spese a partire dal tempo libero, ai viaggi, a limitare i consumi energetici, l’abbigliamento, i trasporti non essenziali, la spesa per gli alimentari, la salute, ma nella mia città nulla hanno da dire su questo ?
In altre realtà si stanno già muovendo, a parte “la benzina dei Sindaci”, riprendendo a ripristinare lo smart working, c’è chi vuole denunciare le speculazioni, chi sta destinando beni di prima necessità come l’olio a chi ne ha bisogno, chi sta pensando ai sussidi ai trasporti pubblici locali, a biglietti ridotti o gratuiti sui treni di prossimità, a consigliare di aggiornare tutti gli ISEE in attesa di eventuali interventi, a ridurre le temperature interne di 1 o 2 gradi, ad accensioni posticipate di riscaldamento, alla regolamentazione più attenta degli orari d’uso delle strutture pubbliche, a tavoli straordinari di consultazione e concertazione con le Organizzazioni produttive e del commercio, a interventi di razionalizzazione d’emergenza a breve termine e interventi strutturali a più lungo termine, tutto questo in altre città.
Non credo che ai miei concittadini, passata la breve lettura dei resoconti giornalieri o dei palinsesti ufficiali dei vari telegiornale ufficiali e social, interessi più di tanto tale rappresentazione, sarà il colibrì, sarà l’inverno alle porte, sarà il portafoglio sempre più vuoto, ma credo che sarebbero più interessati a sapere cosa si stia facendo, a Roma, come a Bari come a Bisceglie.
Luigi Carlo Rocco